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26 apr 2022

Quando Ravenna era il cuore dell’Europa

In libreria il nuovo saggio dell’archeologa e studiosa inglese Judith Herrin: 600 pagine dedicate al glorioso passato della città

antonio patuelli
Cronaca
Un particolare degli affreschi della basilica di San Vitale (Foto Fabrizio Zani). . Sotto Antonio Patuelli
Un particolare degli affreschi della basilica di San Vitale (Foto Fabrizio Zani). . Sotto Antonio Patuelli
Un particolare degli affreschi della basilica di San Vitale (Foto Fabrizio Zani). . Sotto Antonio Patuelli

di Antonio Patuelli Vi fu un tempo, dal 402 al 751, in cui Ravenna fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente, poi dei regni romano-barbarici ed infine dell’Esarcato bizantino, una storia molto complessa ora dettagliatamente raccontata da una studiosa britannica specializzata in studi bizantini, Judith Herrin, in un volume di 600 pagine (’Ravenna, Capitale dell’Impero, crogiolo d’Europa’, Rizzoli editore). L’imperatore Onorio comprese in anticipo che Roma non era più difendibile dalle invasioni barbariche: sarebbe stata saccheggiata nel 410 e nel 455. Ravenna, costruita su banchi di sabbia e con pali di legno (come poi Venezia), era imprendibile, essendo allora una città lagunare fortificata con solide mura e circondata da corsi d’acqua e paludi, quindi difficilmente raggiungibile da terra e da mare, perché le acque basse, con gli andamenti delle maree, complicavano l’arrivo di navi ostili. Ravenna era comunque collegata da un canale al grande porto di Classe, originariamente sede della flotta romana. A Ravenna si svolsero le ultime difficili fasi dell’Impero d’Occidente fino al 476, quando subentrarono i re, soprattutto Odoacre e Teodorico, capi di popoli originariamente ostili, quindi “barbari”, ma progressivamente coinvolti nelle tradizioni romane e riconosciuti dagli Imperatori d’Oriente. A Ravenna le tradizioni, la cultura e il diritto romano non scomparirono, perché i nuovi governanti apprezzarono i principi di vita della romanità classica come le difese sicure, l’amministrazione efficiente, l’applicazione della legge scritta e una moneta affidabile. Ravenna conservò in Italia più a lungo le tradizioni della romanità ed i territori ad essa circostanti vennero definiti con termini (da cui l’attuale Romagna) che ne testimoniavano la continuità morale. Ravenna capitale attirò non solo forze armate, ma anche più confessioni cristiane ed ebraiche, nel rispetto generale, uomini colti per scrivere e conservare documenti, cambiavalute, banchieri, ed anche un importante centro di studi medici. La fine dei regni romano-barbarici e la riconquista imperiale ...

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