PAOLO CASADIO
Cronaca

Quel filo rosso che legava Zaccagnini a don Minzoni

L'incontro di domani in sala Don Minzoni a Ravenna rievocherà la figura di don Giovanni Minzoni e di Benigno Zaccagnini, fondatori della Democrazia Cristiana romagnola. Interverranno Dario Franceschini, Livia Molducci, mons. Rosina Gabbiadini e Aldo Preda.

Domani alle 18, in sala Don Minzoni (piazza Duomo 4, Ravenna), si svolgerà un incontro dedicato a don Minzoni e Benigno Zaccagnini. Parteciperanno il senatore del Pd Dario Franceschini, Livia Molducci, mons. Rosina Gabbiadini e Aldo Preda, autore del testo che segue.

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’Il rapporto Zaccagnini-don Minzoni inizia il 26 agosto 1923, quando in San Domenico a Ravenna il giovanissimo Zaccagnini con il padre Aristide assiste ai funerali di don Giovanni all’omelia del parroco di Santa Maria in Porto, don Giuseppe Sangiorgi, poi a Porta Serrata all’intervento di Alieto Benini, presidente diocesano della gioventù cattolica. Quella esperienza non sarà dimenticata da Zaccagnini. "La sua formazione politica e morale –, scriverà di Zac Emilio Molducci – affonda le sue radici nella figura eroica di don Minzoni, negli uomini della prima Democrazia Cristiana romagnola e del Partito Popolare, in Cacciaguerra, Fuschini, Zucchini, Donati, Castellucci per citarne alcuni, dell’opera educativo di don Sangiorgi, insomma nella storia del cattolicesimo democratico romagnolo".

La difesa della memoria di don Minzoni, con i suoi valori politici e religiosi, passa ai giovani di Santa Maria in Porto a Ravenna guidati da don Sangiorgi, che facevano trovare ogni anno il 23 agosto infiorata la tomba al cimitero di Ravenna e lo ricordavano clandestinamente con una messa, che era partecipata dai giovani della parrocchia, credenti, non credenti, diversamente credenti, ed erano quelli che Zac, mutuando da Paolo VI definirà "i credenti in valori umani". Zac scriverà poi che c’era l’impegno a preparare uomini "in silenzio et in spe", ed aggiungeva che insieme con uomini diversi "si cercava di creare un tessuto di valori comuni per far si che la trama delle differenze non fosse devastante nella nuova società post fascista di cui stavano

costruendo le fondamenta". Quel gruppetto di giovani di Santa Maria in Porto con la Fuci di monsignor Casadio e don Zambotti, furono, in tempi diversi, visitati dal Presidente Nazionale della Fuci, Aldo Moro e dai vari assistenti nazionali. Il 4 dicembre 1944, giorno della liberazione di Ravenna, Zaccagnini fa stampare un volantino, a nome del Partito della Democrazia Cristiana, non ancora costituita, che si richiama a don Giovanni Minzoni, mentre il 9 dicembre, presso la sede dell’Azione Cattolica di piazza Arcivescovado Ravenna, ci fu la costituzione ufficiale della sezione cittadina della Dc, intitolata a don Giovanni Minzoni.

Aldo Preda

Senatore dell’Ulivo