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8 lug 2022
8 lug 2022

Quindici e dieci anni: stangati i padri orchi

Severe condanne per atroci violenze in famiglia: un 60enne abusava della figliastra 13enne, un 35enne della bimba di 9 anni

8 lug 2022

Due violenze sessuali atroci, indescrivibili. E in entrambi i casi alla sbarra c’erano i padri, con vittime le figlie ultra minorenni. Ieri sono arrivate le sentenze, severe, addirittura con pene più alte rispetto a quelle chieste dalla Procura. Il tribunale collegiale presieduto da Cecilia Calandra – giudici a latere Antonella Guidomei e Natalia Finzi – ha inflitto 15 anni (l’accusa ne chiedeva 14) a un sessant’enne che per anni aveva abusato della figliastra 13 enne. Due video lo inchiodano, mentre faceva sesso con la ragazzina. Una prima fase delle violenze era precedente al 2018, quando l’uomo andò in carcere per altri fatti. Una volta uscito, riprese a fare sesso con la figliastra, che poi decise di filmare tutto e aprirsi con conoscenti e la madre. L’imputato, difeso dagli avvocati Francesco Papiani e Marco Gramiacci, in aula aveva detto che a provarci era lei e l’aveva assecondata. Il Pm Angela Scorza ha parlato di "crudeltà emotiva eccezionale, insensibile al dolore inflitto alle due figli". Anche l’altra figlia 12enne, infatti, lo accusava, sebbene per un solo episodio. Ora è in carcere.

La seconda condanna, 10 anni a fronte di una richiesta a 7 e mezzo, è stata definita in abbreviato dal Gip Corrado Schiaretti (nella foto) a carico di un 35enne tunisino – difeso dall’avvocato Cecilia Scalambra – per ripetuti abusi sessuali collocati tra 2014 e 2015 sulla figliastra che all’epoca aveva 9 anni. Sentita in incidente probatorio, la giovane viveva in un contesto degradato – anche la madre è indagata – e durante un periodo in cui fu costretta a trasferirsi in Tunisia veniva bullizzata dai coetanei "perché italiana". Disposti 20mila euro di provvisionale ai servizi sociali, curatori speciali della minore, con la tutela dell’avvocato Christian Biserni. I nomi dei condannati non solo pubblicabili per non rendere identificabili le vittime.

Lorenzo Priviato

© Riproduzione riservata

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