Ravenna, 24 luglio 2019 - Ci siamo quasi. Un ultimo respiro, e presto i pendolari tra Ravenna e Forlì e i residenti dei paesi lungo la Ravegnana potranno lasciarsi alle spalle i disagi legati alla strada chiusa. I lavori procedono spediti e nei tempi, e presto verrà ufficializzata la data dell’apertura che sarà comunque indicativamente verso la fine di agosto o i primi giorni di settembre. Il collegamento tra le due città tornerà a essere diretto, ma non sperate di fare le corse: nel tratto di strada di fronte alla chiusa verrà istituito il limite dei 30 chilometri orari finché non saranno finiti i lavori, indicativamente fino alla fine dell’anno.

Se il grosso dell’intervento è stato già fatto, mancano ancora la ricostruzione del ponte crollato, responsabile per la morte del tecnico della Protezione civile regionale Danilo Zavatta, la creazione di una massicciata nell’argine accanto alle pareti della chiusa per ‘rifinire’ i lavori fatti e, infine, l’allargamento della fermata del bus con tanto di pensilina, dove prima i ragazzi erano costretti ad aspettare i mezzi pubblici sul ciglio della strada e sotto la pioggia. Operazioni che non disturberanno il traffico, ma che richiederanno l’arrivo sul posto di migliaia di camion con sassi e materiali: da qui la necessità di istituire, almeno per questo primo periodo, il limite dei 30 chilometri orari.

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Nel frattempo nel cantiere si continua a lavorare per finire il prima possibile. Tra ieri e oggi è prevista l’installazione degli ultimi 6 tiranti sotto alla strada, mentre gli altri 19 sono già in posa. Servono a collegare le due file di palancole installate sui due lati dell’argine e renderanno la Ravegnana più resistente alle sollecitazioni del traffico.

«Il tracciato è stato allargato per installare la colonnina dell’autobus, che sarà però l’ultima cosa che metteremo – spiega Alberto Cervellati, direttore dei lavori –. La carreggiata più ampia in un primo momento ci permetterà di continuare l’intervento nell’argine senza disturbare il traffico, che farà una piccola curva che prima non c’era. Al termine definitivo dei lavori il limite di velocità tornerà lo stesso di prima, e il percorso verrà raddrizzato esattamente com’era mentre lo spazio in più nella carreggiata verrà utilizzato per costruire la pensilina dell’autobus». Al momento gli operai stanno preparando il sottofondo della strada, su cui presto verrà colato sopra il misto cementizio. Poi l’asfalto ‘tappetino’, ovvero lo strato inferiore: «Quello superiore verrà messo solo al termine di tutti i lavori, per evitare che il traffico dei camion durante l’intervento lo rovini – prosegue Cervellati –. Per quanto riguarda l’apertura a senso unico alternato, di cui tanto si è parlato, non è avvenuta perché la strada era comunque da rifare tutta: l’anticipo di una corsia rispetto all’altra poteva essere, forse, di un giorno. Non aveva senso»

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