Riccardo Muti
Riccardo Muti

Ravenna, 5 giugno 2020 – Anche nel 2020 ‘Ravenna Festival c’è’, dal 21 giugno al 30 luglio, alla Rocca Brancaleone, a Cervia e a Lugo con musica, teatro e danza. Oltre 40 gli eventi in cartellone, mentre l’apertura del 21 giugno – come già preannunciato – affidata al concerto del maestro Riccardo Muti che dirigerà la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, impegnata in un programma interamente mozartiano, con la presenza del soprano Rosa Feola.

Fra gli artisti ospiti figurano, inoltre, Accademia Bizantina, Beatrice Rana, Mario Brunello, Valery Gergiev, Iván Fischer, Anna Prohaska, Sergio Castellitto, Isabella Ferrari, Neri Marcorè, Giovanni Sollima, Stefano Bollani, Vinicio Capossela, Brunori Sas. Il Festival sta inoltre predisponendo una piattaforma digitale dedicata per la trasmissione degli eventi. Questo sarà il primo festival dell’era post Covid-19.

“Quest’edizione, straordinaria sotto ogni punto di vista – afferma il Sovrintendente Antonio De Rosa – non sarebbe stata possibile senza il sostegno di tutti coloro a cui va il ringraziamento del Festival, in particolare il MiBACT, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna per la conferma dei contributi; ma anche gli amici sostenitori, le fondazioni bancarie e le tante imprese sponsor che, pur in un periodo di grandi difficoltà, stanno generosamente accompagnando la Fondazione Ravenna Manifestazioni in quest’impresa. Non ci siamo mai sentiti soli perché siamo parte di una squadra forte e solidale, unita dall’obiettivo di proteggere la continuità nel mondo della Cultura e della Musica; una luce che non deve spegnersi e va alimentata con l’irrinunciabile e insostituibile emozione dello spettacolo dal vivo”.

L’Orchestra Cherubini sarà diretta da Muti anche per il concerto dell’Amicizia, replicato nel Parco Archeologico di Paestum, e per la serata con il violoncellista dei Wiener Tamas Varga, nonché da Valery Gergiev per un programma omaggio a Beethoven, di cui ricorre il 250° anniversario della nascita. Oltre alla Pastorale sarà eseguito il Terzo concerto con solista al piano Beatrice Rana, il cui nome per la critica è ormai sinonimo di perfetto controllo e profonda poesia. La sezione sinfonica si completa con la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer (in programma Wagner, Britten e Haydn) cui si unisce il soprano Anna Prohaska. Ancora Beethoven, in questo caso le sue sonate, per il primo violino della Scala Francesco Manara e Cesare Pezzi al pianoforte; il Quartetto Noûs abbina invece il compositore di Bonn a Sostakovic.

Il pianoforte sarà protagonista di due recital affidati a Nikolay Khozyainov e Filippo Gorini. Il violoncello è la stella assoluta per due serate, l’una con un ensemble guidato da Giovanni Sollima e la seconda con l’Orchestra Notturna Clandestina diretta da Enrico Melozzi, mentre gli otto contrabbassi dei Ludus Gravis sorprenderanno gli spettatori con le proprie risorse sonore. Accademia Bizantina, vero e proprio orgoglio della città ed ensemble applaudito in tutto il mondo, presenta ‘Il Trionfo del tempo’ e del disinganno di Händel, formidabile e toccante allegoria sull’esistenza umana. Altra gemma del territorio, il controtenore lughese Carlo Vistoli si esibirà con l’ensemble Sezione Aurea per un programma dedicato agli amori nella Venezia del ‘600.

Il Festival accoglie il debutto di due nuove produzioni che, nate proprio durante il lockdown, intendono trasformare in potenzialità il distanziamento sociale. Da una parte un matrimonio di musica e danza, a cura di Daniele Cipriani, che unisce grandi solisti - Mario Brunello e Beatrice Rana - ed étoiles, tra passi a due che coinvolgono gli ‘affetti stabili’ delle coppie d’arte e di vita (Silvia Azzoni e Alexandre Ryabko dell’Hamburg Ballet, Iana Salenko e Marian Walter dell’Opera di Berlino) e assoli affidati a Hugo Marchand dell’Opéra di Parigi, Sergio Bernal già Balletto Nazionale di Spagna e Matteo Miccini dello Stuttgart Ballet. Per la prima volta insieme, Sergio Castellitto e Isabella Ferrari portano invece in scena, con la regia dello stesso Castellitto, ‘Ci sono giorni che non accadono mai’, un nuovo testo di Valerio Cappelli dedicato al desiderio e alle inquietudini in tempo di Covid-19 e affetti virtuali, su note inedite del leggendario Ennio Morricone.

Vinicio Capossela sarà sul palcoscenico con Pandemonium, è il repertorio cantautoriale italiano il firmamento che brilla su ‘Le mie canzoni altrui’, la serata del poliedrico Neri Marcorè; alla divina Mina invece la dedica in chiave jazz di Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con Tre per Una. Sarah Jane Morris si accompagna al Solis String Quartet per i quadricanzone di ‘Ho ucciso i Beatles’. La sezione teatro si caratterizza anche per il contributo delle compagnie del territorio: il Teatro delle Albe ripropone ‘Rumore di acque’ di Marco Martinelli in occasione del decennale, con Alessandro Renda e i Fratelli Mancuso; per Fanny & Alexander Andrea Argentieri è Primo Levi ne ‘I sommersi e i salvati’, parte del ritratto d’autore ‘Se questo è Levi’ per cui Argentieri è stato premiato agli Ubu 2019. In scena anche la compagnia faentina Menoventi con Buona permanenza al mondo, tratto dal libro di Serena Vitale Il defunto odiava i pettegolezzi (Adelphi) su Majakovskij.

A Cervia, dove sarà allestita un’arena nello spazio verde adiacente lo Stadio Germano Todoli, detto dei Pini, è confermata la rassegna ‘Per l’alto sale - Il Trebbo in musica 2.0’, itinerario di incontri che si ispira alla tradizione romagnola del trebbo. Dal 22 giugno al 16 luglio gli appuntamenti vedranno la partecipazione di scrittori come Massimo Gramellini, Melania Mazzucco, Paolo Rumiz, Roberto Cotroneo, ma anche Gad Lerner, Ivano Marescotti, la presidente di Casa Artusi Laila Tentoni, la virologa Ilaria Capua e l’architetto Stefano Boeri. Un percorso anche musicale - dalle forti tinte jazz - con Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Gianluca Petrella, Pasquale Mirra, Paolo Damiani, Daniele Di Bonaventura, Virginia Guastella, Fabio Mina, l’Italian Jazz Orchestra con Simone Zanchini, i Bevano Est e Domenico Bevilacqua.

Il Festival ritorna anche a Lugo, il cui settecentesco Pavaglione accoglierà quattro appuntamenti sotto le stelle tra il 24 e il 30 luglio, abbracciando anche due serate di Lugocontemporanea. Si comincia da Brunori Sas, per proseguire con il vulcanico Stefano Bollani che mette le mani su nientedimeno che Jesus Christ Superstar, a cinquant’anni dall’uscita dell’album di Andrew Lloyd Weber e Tim Rice, e ne propone le proprie Piano Variations. Uniscono narrazione (quella di Telmo Pievani) e musica i Deproducers per DNA, spettacolo multimediale che dà voce alla ricerca scientifica italiana, mentre il cinema torna protagonista con ‘Una vita da film: Omaggio a Luis Bacalov’ con Maria Grazia Cucinotta, Vittorio De Scalzi dei New Trolls e il sestetto Anema.