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12 mag 2022

Ravenna mangia male: poca frutta e verdura

Le nostre abitudini alimentari fotografate nei dati di uno studio dell’Ausl. Tra i bambini di 89 anni solo il 6% ha un’alimentazione corretta

Il consumo consigliato per frutta e verdura è almeno 5 porzioni al giorno (repertorio)
Il consumo consigliato per frutta e verdura è almeno 5 porzioni al giorno (repertorio)
Il consumo consigliato per frutta e verdura è almeno 5 porzioni al giorno (repertorio)

La raccomandazione l’abbiamo sentita così tante volte che non ci facciamo più caso: "Mangiare frutta e verdura cinque volte al giorno". E, difatti, ci facciamo così poco caso che non la seguiamo. Lo dicono i dati sul nostro stile di vita riportati dal ’Profilo di salute’ dell’Ausl Romagna, uno studio fatto dalla Sanità pubblica con la collaborazione di tutti gli ambiti territoriali delle tre province romagnole.

Tra il 2016 e il 2019 a Ravenna solo il 9% della popolazione ha dichiarato di mangiare frutta e verdura 5 o più volte al giorno, come da raccomandazione salutista: un dato inferiore non solo rispetto alle altre province romagnole (Rimini è al 13%, Forlì al 14%, Cesena al 15%) ma anche alla media italiana (10%). Il 38% mangia verdura 34 volte al giorno e il 49% 12 volte al giorno. Bollino rosso per il 4% della popolazione, che in media non mangia frutta e verdura nel corso della giornata. "Analizzando la percentuale di chi mangia meno di tre porzioni di frutta e verdura, target di popolazione su cui è necessario promuovere un maggior consumo – si legge a corredo dei dati –, questa risulta maggiore tra i 18-24enni, gli uomini, le persone con bassa istruzione e quelle con molte difficoltà economiche riferite". Proprio i più giovani, insomma, spesso hanno un’alimentazione poco sana: "Ma è difficile dire come mai questo accada – spiega Giulia Silvestrini, dirigente medico dell’Igiene e Sanità pubblica –. Ciò che possiamo dire è che sicuramente è uno di quegli aspetti legato allo stile di vita che sembra in peggioramento". E con la pandemia questo non è cambiato, anzi: "Gli ultimi dati Istat del 2021 hanno messo in evidenza che negli ultimi anni siamo peggiorati sia dal punto di vista dell’attività fisica che del fumo tra i giovanissimi" aggiunge Silvestrini.

Il ’Profilo di salute’ fotografa anche le abitudini alimentari dei bambini di 8 e 9 anni nel 2019, tramite i dati raccolti nelle scuole. In provincia il 91% aveva fatto colazione la mattina dell’indagine, ma solo il 55% in modo adeguato dal punto di vista nutrizionale. Il 34% aveva fatto una merenda adeguata a metà mattina ma solo il 6% assume almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. Infine ben il 24% aveva detto di assumere bevande zuccherate eo gassate almeno una volta al giorno. "Quest’ultimo è quello che consideriamo il dato più preoccupante – spiega Silvestrini –. Ora stiamo facendo una nuova rilevazione tra i bambini che ci permetterà di vedere meglio come sono cambiate le abitudini con la pandemia. Ciò che già si può dire è che c’è stato un peggioramento terribile per i bambini, e anche lo stile di vita gli adulti ne ha risentito. Uno degli indici che è peggiorato è proprio il consumo di frutta e verdura: abbiamo mangiato peggio".

In merito al movimento, nel 2019 l’11% dei bambini della provincia non era attivo (ovvero non svolgeva almeno 1 ora di movimento ogni giorno), e questo è un altro aspetto che durante la pandemia non può che essere peggiorato. "Ora – commenta Silvestrini – riprenderemo le attività di promozione di stili di vita corretti tra la popolazione nelle Case della salute e nelle scuole. Purtroppo negli ultimi 2 anni abbiamo dovuto abbandonare la prevenzione".

Sara Servadei

© Riproduzione riservata

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