Ravenna, 12 febbraio 2020 - È morto tra le braccia della moglie Francesca. Così se n’è andato, domenica pomeriggio, Roberto Cottifogli, 53 anni il 5 aprile prossimo, commercialista conosciutissimo. Lascia Francesca Bezzi e le figlie Sara e Alice. Era revisore legale di Ravenna Holding e Ravenna Farmacie, oltre che dei Comuni di Ravenna, Bagnacavallo, Massa Lombarda e Fusignano. Un professionista di primo piano, uomo di sport ma anche di volontariato che svolgeva presso la parrocchia di San Rocco, il suo quartiere.

Saputo della morte di Roberto, numerosi ravennati hanno raggiunto il passo San Pellegrino per stare vicino alla famiglia. Al momento della tragedia, Cottifogli si trovava nella baita di famiglia in Valfredda. Il racconto delle ultime ore di vita di Roberto, fatto dalla moglie, è straziante. «Siamo arrivati quassù venerdì per restare fino a domenica» dice Francesca. «Sabato mi aveva insegnato a guidare la motoslitta, unico mezzo che ci consentiva di arrivare fino alla nostra baita. Non avrei mai pensato che 24 ore dopo avrei dovuto guidare io quel mezzo per portarlo fino al rifugio Flora Alpina, mentre lui accusava forti dolori al petto. Arrivati giù, ha cercato di rassicurarmi: ’stai tranquilla, sono solo un po’ stanco, portami un po’ di zucchero’. Ma il dolore al petto non passava. Ho chiamato il 118. Al ristorante del rifugio c’erano due medici. Mi sono detta: ’che fortuna che abbiamo avuto’. Hanno capito subito che Roberto aveva problemi al cuore. Gli hanno praticato il massaggio cardiaco. È atterrato l’elicottero del 118. Poi il referto medico: decesso avvenuto in elicottero per un malore».

Questo è l’epilogo di un week end che nei primi due giorni era filato via all’insegna della gioia. «Sì, per Roberto venire in montagna era una festa. Aveva una grande passione, ereditata dai suoi genitori, che possedevano una casa a Vigo di Fassa. Da quando sono morti, a un anno di distanza l’uno dall’altro, Roberto aveva giurato che avrebbe acquistato una baita in montagna. E c’è riuscito, qui in Valfredda, al passo del San Pellegrino». Francesca è un fiume in piena. Il racconto è uno sfogo. «Sabato mi aveva insegnato a guidare la motoslitta. Ci eravamo divertiti, avevamo fatto dei giri in questa bellissima natura. Domenica mattina si è messo gli scarponi. Con lo snowboard sottobraccio ha cominciato la salita verso la Forca Rossa. A piedi, nella neve, con il suo adorato Space, l’husky che lo accompagnava ovunque. L’obiettivo era arrivare in cima per poi fare la discesa in snowboard. Molti lo fanno qui. Ma con gli sci da escursionisti».

Roberto fa ritorno alla baita verso le 13. «Era entusiasta, perché il suo carattere era così. Mi ha detto: ’è stata la discesa più bella della mia vita. Era euforico’. Adesso mi viene da dire che il cuore gli è scoppiato dalla gioia. Poi mi ha proposto di andare a mangiare un piatto caldo giù al rifugio. Come sono uscita dalla baita ha iniziato ad accusare forti dolori al petto. Mi sono messa alla guida della motoslitta, lui dietro, per arrivare al rifugio in cerca di aiuto. Poi...». La morte in elicottero. Per questa sera alle è stata organizzata una veglia in memoria di Roberto Cottifogli, nella chiesa di San Rocco. Domani alle 9.30 il funerale.