Il team di bagnini che ha partecipato al salvataggio con Diego Magnano, cardiochirurgo
Il team di bagnini che ha partecipato al salvataggio con Diego Magnano, cardiochirurgo

Ravenna, 1 luglio 2018 - Un caldissimo pomeriggio d’estate in una affollata piscina comunale. Un contesto di relax che improvvisamente è stato turbato da una scena drammatica. Un uomo di 47 anni, che fino a pochi istanti prima stava nuotando, è stato visto inerte, rivolto a pancia in su galleggiare sull’acqua. Immediatamente i bagnini addetti alla sicurezza dei bagnanti hanno avvistato la situazione di pericolo e si sono gettati in acqua per prestargli soccorso. Il nuotatore è stato subito estratto dalla piscina e collocato a bordo vasca: qui ha incontrato il suo ‘angelo custode’, ossia il dottor Diego Magnano, cardiochirurgo nel Ravennate e che si trovava ieri pomeriggio nella piscina Campedelli di Carpi.

Insieme al team di bagnini e ad alcuni infermieri presenti in piscina, è iniziata una intensa e a tratti disperata attività di rianimazione per salvare la vita al 47enne, nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118 e dell’elisoccorso. «Mi trovavo a bordo piscina con i miei figli, quando ho assistito alla scena dell’uomo in acqua», commenta il dottor Diego Magnano, originario di Modena, ma da molti anni residente in Romagna, dove lavora come cardio chirurgo al Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna). Ieri era venuto con la famiglia in visita ad alcuni parenti e insieme avevano deciso di trascorrere la giornata in piscina.

"Abbiamo immediatamente iniziato a rianimare l’uomo - spiega il medico -. Per quasi venti minuti il suo cuore si è fermato e, grazie alla pronta e competente collaborazione dei bagnini, abbiamo praticato il massaggio cardiaco e siamo ricorsi ai defibrillatori di cui la piscina è dotata. Gli effetti che presentava erano quelli di un arresto cardiaco, con implicazioni anche neurologiche. Una volta stabilizzato e fuori pericolo immediato, passata la fase di aritmia, lo abbiamo ‘consegnato’ ai sanitari del 118 e ho raccomandato che venisse trasferito in una struttura ospedaliera dotata di unità coronarica, per evitare il rischio di ischemia». Il 47enne prima di essere trasportato all’ospedale di Baggiovara ha ripreso conoscenza.