La partenza era stata in quarta, poi era stato necessario frenare all’improvviso: da metà gennaio le ‘prime dosi’ del vaccino sono state rimandate, perché con gli scarsi quantitativi del siero a disposizione è stata data la priorità a chi doveva fare il richiamo, che va effettuato in una finestra temporale ben precisa. E così, prima della partenza con gli over 80, parte di un’altra categoria è rimasta in sospeso: gli operatori della sanità privata non accreditata. "E siamo tanti – dice uno di loro –. A Ravenna ci sono una decina...

La partenza era stata in quarta, poi era stato necessario frenare all’improvviso: da metà gennaio le ‘prime dosi’ del vaccino sono state rimandate, perché con gli scarsi quantitativi del siero a disposizione è stata data la priorità a chi doveva fare il richiamo, che va effettuato in una finestra temporale ben precisa. E così, prima della partenza con gli over 80, parte di un’altra categoria è rimasta in sospeso: gli operatori della sanità privata non accreditata. "E siamo tanti – dice uno di loro –. A Ravenna ci sono una decina di poliambulatori, ci sono infermieri, fisioterapisti, ragazzi che si occupano del front office e anche gli operatori delle pulizie di questi locali. Per non parlare dei dentisti. In altre zone della Regione si è effettivamente provveduto a vaccinare anche questa ampia categoria: a Parma e a Reggio Emilia queste persone sono state tutte vaccinate, e tanti hanno già ricevuto anche la seconda dose. Vorremmo sapere se e quando si procederà allo stesso modo a Ravenna e in generale in Romagna. Le strutture private non accreditate, oltretutto, hanno visto un grosso aumento del lavoro con l’emergenza: i servizi pubblici hanno calato il numero di prestazioni non Covid perché il personale è intento anche a combattere il virus, e inoltre gli appuntamenti sono stati distanziati anche per rispettare le necessarie norme di prudenza. Molte persone, oltretutto, in questo momento così particolare non vogliono andare a farsi visitare in ospedale. Tanti quindi si stanno rivolgendo ai privati, ed è giusto che anche noi veniamo vaccinati: siamo a rischio". L’operatore racconta di aver provato a rivolgersi sia all’Ausl che all’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini: "Un paio di settimane fa Donini mi ha risposto che c’era il grosso problema della riduzione dei vaccini, e posso capirlo. Ma da allora non ho visto niente muoversi". Dall’Ausl spiegano che la vaccinazione degli operatori sanitari privati era già in programma, ma tutto è stato bloccato a causa della riduzione delle dosi dell’antidoto in arrivo dalle case di produzione.

"Abbiamo scritto agli Ordini professionali, che ci hanno fatto avere l’elenco delle persone da vaccinare – spiega Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica dell’Ausl Romagna –. Ogni professionista riceve una mail con le istruzioni e il collegamento al sito internet a cui prenotarsi. La loro vaccinazione era già in programma, ma siamo rimasti indietro col programma per la riduzione delle somministrazioni a partire dal 18 gennaio. Ieri (giovedì per chi legge, ndr) abbiamo riaperto alle prenotazioni per le vaccinazioni degli operatori sanitari rimasti indietro, in modo da ultimare questa fase".

sa.ser.