Non solo quella automobilista tedesca non avrà nessun risarcimento per le costose ammaccature sul suo bolide visto che per l’incidente verificatosi il 19 maggio 2017 durante la Mille Miglia, il giudice Annarita Donofrio ha riconosciuto la sua "responsabilità esclusiva". Ma ora, per la logica della soccombenza del diritto civile, dovrà essere lei a sborsare: in totale quasi 27 mila euro di spese di lite distribuite tra le parti che aveva chiamato in causa. Ovvero la proprietaria e la conducente dell’altra auto (tutelate dagli avvocati Dario Bonetti e Alice Rondinini) oltre all’assicurazione del mezzo (avvocati Gabriele e Alberto...

Non solo quella automobilista tedesca non avrà nessun risarcimento per le costose ammaccature sul suo bolide visto che per l’incidente verificatosi il 19 maggio 2017 durante la Mille Miglia, il giudice Annarita Donofrio ha riconosciuto la sua "responsabilità esclusiva". Ma ora, per la logica della soccombenza del diritto civile, dovrà essere lei a sborsare: in totale quasi 27 mila euro di spese di lite distribuite tra le parti che aveva chiamato in causa. Ovvero la proprietaria e la conducente dell’altra auto (tutelate dagli avvocati Dario Bonetti e Alice Rondinini) oltre all’assicurazione del mezzo (avvocati Gabriele e Alberto Spizuoco). Immaginiamo non proprio l’esito sperato tanto più che la richiesta della donna tra danni materiali e danno biologico, superava i 170 mila euro. Del resto sedeva su una Ferrari Spider 458. L’altra auto era invece una Fiat 500 L: insomma, se si fosse trattato di una competizione su pista, non ci sarebbe stata storia. E invece il contesto di questa ‘sfida’ è stato il tribunale. Perché la signora, oggi 74nne, al volante della Ferrari, a febbraio 2019 in sede penale davanti al giudice Tommaso Paone aveva patteggiato otto mesi di reclusione per lesioni stradali (con pena sospesa). Poche settimane prima il giudice di pace Leonardo De Roberto, su richiesta del pm Monica Gargiulo, aveva chiuso un’altra partita relativa all’incidente archiviando la querela per lesioni colpose proposta dalla 74enne dato che "la causa dell’evento appariva chiaramente imputabile alla condotta negligente e imprudente" della tedesca la quale stava superando "diverse vetture incolonnate a una velocità rilevata come superiore a quella consentita". L’incidente, verificatosi alle 8.40 nei pressi di Camerlona, aveva innescato polemiche. Al volante della Fiat del resto c’era una giovane mamma che a quell’ora stava accompagnando a scuola uno dei suoi figli: per lui, prognosi di 35 giorni. Per la madre, prognosi riservata fino al 25 maggio quando i medici avevano giudicato la paziente guaribile in un tempo non inferiore ai 50 giorni (il danno biologico è stato del 25%). Le assicurazioni competenti, in testa quella della Mille Miglia, avevano definito il capitolo risarcimenti. Del resto come delineato dal pm Angela Scorza sulla base dei rilievi della polizia stradale, la 74enne viaggiava sull’Adriatica verso Ravenna quando, dopo avere superato una colonna di auto, aveva centrato la Fiat che stava svoltando a sinistra in un distributore dopo avere segnalatola manovra. Tutta colpa della velocità: come dedotto dalla centralina di attivazione dell’airbag, la Ferrari marciava ai 111 orari a fronte del limite dei 90 tanto che la 74enne era stata sanzionata per eccesso di velocità oltre che per sorpasso pericoloso. Non si era però messa il cuore in pace. A suo avviso, pure la 500 aveva una dose di colpa. E poi la riparazione in Germania della Ferrari era costata 204 mila euro: dato che la vettura ne valeva 185 mila, detratto il valore del relitto (61.200) ecco che ne chiedeva 123.800 di danni effettivi più 50 mila di danno biologico. Ma il giudice non ha avuto dubbi bollando la "manovra di sorpasso" della Ferrari come "assolutamente imprudente".

Andrea Colombari