Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
12 gen 2022

"Scommesse illegali", arrestata la figlia di Femia

Guendalina, residente a Lugo, in manette nell’ambito di un’operazione della dda di Salerno. Tra gli indagati il capofamiglia Nicola e il figlio

12 gen 2022
Carabinieri in azione in una foto d’archivio
Carabinieri in azione in una foto d’archivio
Carabinieri in azione in una foto d’archivio
Carabinieri in azione in una foto d’archivio
Carabinieri in azione in una foto d’archivio
Carabinieri in azione in una foto d’archivio

C’è anche Guendalina Femia, nome noto dell’omonima famiglia di Sant’Agata sul Santerno e da alcuni anni residente a Lugo, tra le 33 misure cautelari notificate ieri tra Italia ed estero nell’ambito di un’indagine della dda di Salerno su un vasto giro di giochi e scommesse ritenute illegali. I carabinieri del nucleo Investigativo della città campana, coadiuvati dai colleghi della locale Stazione, le hanno notificato il provvedimento e l’hanno accompagnata in carcere a Bologna. Tra i 33 destinatari di misura, figurano pure persone legate al clan dei Casalesi. In totale ci sono 72 indagati tra cui Giannalberto Campagna di Conselice, Nicola Femia e Rocco Maria Nicola di Sant’Agata. Secondo l’inchiesta, in due anni gli incassi totali ammonterebbero a cinque miliardi di euro. Le misure hanno riguardato anche persone che si trovavano a Panama, Romania e Malta. Contestualmente sono stati messi sotto sequestro preventivo anche undici siti web, due società con sede legale nel Salernitano e tre milioni di euro ritenuti provento delle attività illecite riconducibili per l’accusa riconducibili a Luigi Giuseppe Cirillo, figlio del defunto boss calabrese di Sibari, e ad altre persone ritenute suoi prestanome. Il sistema, secondo gli inquirenti, si basava su una piattaforma informatica realizzata nel 2000 da un romano accusato di ricettazione e già coinvolto in altre indagini. E potenziata grazie a un altro indagato per fare fronte alle esigenze contemporanee. La community era composta da milioni di giocatori sparsi in ogni angolo della terra che scommettevano anche ‘one to one’ a migliaia di chilometri di distanza. Per la dda, al vertice c’era Cirillo il quale avrebbe realizzato una vera e propria holding del ‘gaming on line’ (casinò, poker Texas Holdem) associandosi alla rete ‘dbgpoker’, non autorizzata in Italia, e avvalendosi anche della mafia casalese. I giochi erano raggiungibili anche attraverso slot machine e totem perlopiù installati ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?