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24 giu 2022

Siccità, "il Ravennate la zona più critica"

I timori di Romagna Acque per i nostri potabilizzatori idrici. Intanto è stata diffusa una bozza di ordinanza contro l’emergenza

24 giu 2022
Il Po in secca. Il più grande fiume d’Italia rifonisce il Cer che a sua volte porta acqua al Nip2 alla Standiana
Il Po in secca. Il più grande fiume d’Italia rifonisce il Cer che a sua volte porta acqua al Nip2 alla Standiana
Il Po in secca. Il più grande fiume d’Italia rifonisce il Cer che a sua volte porta acqua al Nip2 alla Standiana
Il Po in secca. Il più grande fiume d’Italia rifonisce il Cer che a sua volte porta acqua al Nip2 alla Standiana
Il Po in secca. Il più grande fiume d’Italia rifonisce il Cer che a sua volte porta acqua al Nip2 alla Standiana
Il Po in secca. Il più grande fiume d’Italia rifonisce il Cer che a sua volte porta acqua al Nip2 alla Standiana

Il Ravennate è "la zona in prospettiva più critica" È quanto scrive Romagna Acque parlando della siccità in Romagna. Il motivo è che "buona parte della risorsa utilizzata durante l’estate proviene dai due potabilizzatori situati nei pressi della città – prosegue Romagna Acque –, il Nip1 delle Bassette e il recente Nip2 della Standiana. Quest’ultimo, in particolare, riceve acqua dal Po tramite il Cer". E il Cer, alimentato dal Po, rischia di rimanere a secco: se ciò avvenisse anche il Nip2 non riceverebbe più acqua. In tal caso, scrive Romagna Acque, "sarà necessario riequilibrare diversamente le fonti di approvvigionamento". La diga di Ridracoli, invece, è ancora lontana dalla soglia minima di prelievo.

Vista la situazione critica e lo stato di crisi idrica annunciato dalla Regione, ieri Atersir, l’agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e i rifiuti, ha diffuso un’’ordinanza tipo’ per i Comuni in risposta alla siccità. Palazzo Merlato la sta valutando ed è probabile che già oggi o a breve tutti i Comuni della Provincia la adotteranno – anche se non si escludono modifiche rispetto al modello originale. La bozza di Atersir riporta come data di fine il 21 settembre, "salvo eventuale proroga". E indica due misure: la prima è il divieto di prelievo di acqua potabile per uso extra-domestico, e "in particolare per l’innaffiamento di orti, giardini e lavaggio automezzi" tra le 8 e le 21". I prelievi restano consentiti "esclusivamente per i normali usi domestici, zootecnici e industriali". E poi ci sono le piscine "sia pubbliche che private", il cui riempimento o rinnovo anche parziale dell’acqua "è consentito esclusivamente previo accordo con il gestore della rete di acquedotto". Nel caso in cui la situazione peggiorasse, quindi, Atersir non esclude la possibilità che si fermino pure le piscine comunali.

Ieri nel frattempo si sono registrate massime molto alte: Cotignola 33,3°, Alfonsine 32,9°, Faenza 32,8°, Russi 32,5°, Lugo 32,4°, Voltana 32,1°, S.Agata 32°, Granarolo Faentino 31,9°, Lavezzola 31,5°, Fosso Ghiaia 31,1°, Ravenna 30°, Cervia 28,9°, Punta Marina 27,6° e Porto Corsini 26,8° e monte Romano 24,6°. Oggi a Ravenna si prevedono massime di 33° e minime di 21°. Per il grande caldo, ieri la Protezione civile ha disposto un preallarme per grave pericolosità per incendi boschivi da domani a venerdì 1 luglio: vietato bruciare residui vegetali agricoli e forestali, pena sanzioni fino a 10mila euro e la reclusione da 4 a 10 anni.

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