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9 giu 2022

Sospesi gli effetti dell’interdittiva Palasport, possono riprendere i lavori

Stop di un anno dal tribunale di Salerno al provvedimento antimafia emesso il 12 aprile nei confronti del Consorzio Research, impegnato davanti al Pala De Andrè. Il cantiere può ripartire

9 giu 2022
Il cantiere del nuovo palasport: i lavori sono fermi da metà aprile, dopo l’interdittiva antimafia (. Foto Fabrizio Zani
Il cantiere del nuovo palasport: i lavori sono fermi da metà aprile, dopo l’interdittiva antimafia (. Foto Fabrizio Zani
Il cantiere del nuovo palasport: i lavori sono fermi da metà aprile, dopo l’interdittiva antimafia (. Foto Fabrizio Zani
Il cantiere del nuovo palasport: i lavori sono fermi da metà aprile, dopo l’interdittiva antimafia (. Foto Fabrizio Zani
Il cantiere del nuovo palasport: i lavori sono fermi da metà aprile, dopo l’interdittiva antimafia (. Foto Fabrizio Zani
Il cantiere del nuovo palasport: i lavori sono fermi da metà aprile, dopo l’interdittiva antimafia (. Foto Fabrizio Zani

I lavori per il secondo palasport potranno riprendere a breve. Il giudice del tribunale di Salerno, Gaetano Sgroia, ha infatti sospeso per un anno gli effetti dell’interdittiva antimafia emessa il 12 aprile nei confronti del Consorzio Research che, attraverso le imprese Cear e RH, è impegnato nella costruzione dell’impianto sportivo davanti al Pala De André. "Il contagio mafioso – si legge nella motivazione che accompagna la decisione del tribunale delle misure di prevenzione – ha sicuramente coinvolto alcune società del consorzio ma non ne ha minato l’intero contesto strutturale".

I nuovi vertici di Research, il 27 aprile avevano chiesto il controllo giudiziario del Consorzio. Richiesta accolta dai magistrati che hanno concesso l’amministrazione controllata per un anno, nominando il commercialista calabrese Giovanni Puccio come amministratore giudiziario e delegando i carabinieri per le verifiche del caso insieme al giudice delegato Dolores Zarone. Con questa decisione ReseArch potrà riprendere l’attività, anche se è in attesa del pronunciamento del Tar sulla sospensiva dell’interdittiva già concessa dal tribunale amministrativo in attesa delle decisioni del tribunale delle misure di prevenzione. Ora che c’è il pronunciamento del tribunale che ha accolto la richiesta di controllo giudiziario, il consorzio potrà riprendere le attività in tutta Italia e proseguire nella ‘pulizia interna’ per arrivare ad ottenere l’iscrizione nella white list delle Prefettura di Salerno. I giudici di Salerno tengono particolarmente in considerazione le operazioni di ‘self cleaning’ portate avanti dal nuovo vertice del consorzio dopo il provvedimento della prefettura: allontanati tutti i soggetti in un qualche modo riconducibili alla passata gestione, estromesse le società raggiunte da interdittiva antimafia.

"Research – sintetizza il tribunale – ha dato prova di volersi comunque bonificare e riallineare nei binari della completa liceità". La vita tribolata del secondo palasport è indubbia, ma anche per motivi che nulla hanno a che fare con aspetti giudiziari. La pandemia è uno di questi. Il secondo palasport è al 30% della realizzazione. Nasce davanti al Pala De André proprio per identificare una cittadella delle arti e dello sport. Negli ultimi mesi non sono mancate le schermaglie politiche. I gruppi di opposizione in Consiglio comunale hanno chiesto e ottenuto un dibattito esclusivo sul secondo palasport "ma -osserva il sindaco de Pascale – soltanto una parte molto minoritaria lo ritiene inutile". Il palasport multifunzione - e le due palestre che fanno parte del progetto – richiedono un investimento di 20 milioni, 5 in più di quanto previsto per adeguare i due impianti minori alle esigenze delle società sportive giovanili e dilettantistiche.

lo. tazz.

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