Cinema: ‘Jimmy Grimble’ parla di bullismo e calcio
Cinema: ‘Jimmy Grimble’ parla di bullismo e calcio

Ravenna, 19 marzo 2019 - A dodici anni, correndo su un campo di calcio, bisognerebbe pensare solo a giocare e divertirsi, imparando i valori positivi dello sport. Non sempre va così purtroppo, e non è andata così nemmeno domenica durante la partita tra due squadre di giovanissimi del forese.

In campo c’erano due team di ragazzini classe 2007, che quest’anno compiono 12 anni e che ora frequentano la prima media. Il match purtroppo non è iniziato nel modo giusto: il clima era teso, con qualche gesto poco condivisibile e una tensione palpabile. Ma ciò che ha convinto una delle due squadre a ritirarsi al termine del primo tempo, rifiutando di giocare il secondo e perdendo a tavolino la partita in cui era in vantaggio, sono stati gli insulti rivolti da un genitore del team opposto dagli spalti a uno dei suoi giocatori.

«Mio figlio ha i capelli lunghi – racconta la madre – e si è sentito insultare a lungo durante la partita. Questa persona l’ha apostrofato per il suo aspetto». In particolare in campo sono volate parole come ‘femminuccia’ ed espressioni come ‘vai a fare danza’ o peggio. Frasi che hanno atterrito non solo il giovanissimo calciatore, ma anche i suoi compagni e il suo allenatore, che ha deciso di ritirare la squadra compiendo un gesto simbolico ed educativo: come a dire, meglio perdere e restare uniti che tentare di vincere facendo soffrire uno dei ragazzi.

«Mio figlio tiene moltissimo al calcio e alla sua squadra – prosegue la madre – e ci è rimasto molto male per quello che è successo ieri. Quelle urla dagli spalti lo hanno fatto sentire umiliato, tant’è vero che mi ha chiesto di tagliarsi i capelli. Mi fa molto male vederlo così: lui deve poter scegliere da solo come vuole tenere i capelli, e non certo sentirsi condizionato da quelle frasi».

La partita è finita, ma non le sue conseguenze. Ora la madre del ragazzino offeso infatti sta valutando di sporgere denuncia contro il genitore dell’altra squadra che ha gridato quelle frasi. «Sto ancora valutando – dice – ma non voglio che queste brutte parole restino impunite. È vero che si è trattato di un genitore solo e che sembrava isolato dal resto della squadra e dei presenti, ma trovo davvero orribile che un uomo adulto usi queste parole contro un ragazzino».

Del resto quelle frasi hanno contribuito a far concludere prematuramente una partita in cui già gli animi erano caldi per piccoli falli e diverbi in campo: «Il rischio è che il match tra giovanissimi finisse in una rissa».