Stalking dal vicino di casa. Il marito era in carcere

La donna era rimasta a vivere da sola e il dirimpettaio s’era invaghito di lei. Appostamenti e percosse: ora è assistita in un luogo protetto.

Stalking dal vicino di casa. Il marito era in carcere

Stalking dal vicino di casa. Il marito era in carcere

Il marito era finito in carcere per espiare una pena definitiva: e allora s’era fatto sotto il vicino di casa. Ammiccamenti e proposte in un crescendo di gelosia ossessiva e violenta sfociato in interrogatori, pedinamenti, tentativi di entrarle in casa e persino schiaffi. Una vicenda cresciuta all’ombra di Cervia a partire dal novembre 2022, proseguita fino a che lei non si era trasferita a Ravenna e approdata ieri mattina davanti al gup Andrea Galanti e al pm Angela Scorza. Protagonisti, un 62enne di origine serba già noto alle forze dell’ordine (avvocato Eleonora Sgrò) che deve rispondere di stalking. E una 54enne ravennate pronta a costituirsi parte civile con l’avvocato Luigi Gualtieri.

Secondo quanto esposto dalla donna in querela, con la carcerazione del marito, quel vicino, un tempo premuroso, si era di botto trasformato in ossessivo. Le proposte sessuali - sempre respinte - ormai non si contavano più, così come le visite al domicilio di lei. Alla fine i no della donna avevano convinto il vicino che dietro a tutto vi fosse una relazione extraconiugale: un altro uomo insomma. E così in almeno tre occasioni avrebbe preteso spiegazioni con intimazioni di questo tipo: "Dimmi chi è l’uomo che incontri altrimenti ti ammazzo". A metà maggio 2023 sarebbe arrivato a schiaffeggiarla. Lei - prosegue l’accusa - aveva cercato di minimizzare fino a che una sera di maggio lui s’era presentato al suo portone: e dato che lei non aveva aperto, si era messo a battere i pugni minacciandola in questo modo: "Apri o ti sfondo la porta! Domani ti ammazzo!".

Lei aveva chiamato le forze dell’ordine. M anon sembrava essere servito perché il giorno dopo, di ritorno da un colloquio in carcere a Ravenna, s’era ritrovata il vicino in stazione: lui si era alzato e le era andato incontro forse per giustificarsi per l’accaduto; ma lei aveva tagliato corto ed era subito rientrata a casa. L’uomo però non aveva mollato la presa: e anche se la donna aveva bloccato la sua utenza, aveva continuato a chiamarla da altri numeri. In alcune occasioni, senza il consenso di lei, s’era pure infilato in cortile. La sera del 20 giugno 2023 ecco un secondo schiaffo: era accaduto mentre lei si trovava con un suo amico in cortile e il 62enne s’era avvicinato in bici. Nuova chiamata al 112: ma prima dell’arrivo di una pattuglia, e nonostante l’intervento dell’altro uomo, il 62enne aveva fatto in tempo a colpire ancora la donna (prognosi di 7 giorni). Poi lei, grazie a Linea Rosa e ai servizi sociali, era riuscita a trovare un alloggio sicuro a Ravenna.

a.col.