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15 apr 2022

Talpe in Comune, coinvolti i politici I Pm chiedono l’archiviazione

Due dipendenti, con quattro esponenti della Pigna, erano indagati a vario titolo per peculato, turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Per i primi ancora in piedi l’accusa di accesso abusivo al sistema informatico

La polizia locale fuori da Palazzo Merlato
La polizia locale fuori da Palazzo Merlato
La polizia locale fuori da Palazzo Merlato

Non solo i due dipendenti comunali, marito e moglie. Anche esponenti politici della lista civica La Pigna risultano coinvolti nell’inchiesta sulle talpe che trafugavano illecitamente documenti amministrativi per passarli al gruppo di minoranza. Lo si apprende in concomitanza con la richiesta di archiviazione che i Pm Daniele Barberini e Antonio Vincenzo Bartolozzi hanno firmato il 21 febbraio. Oltre ai due dipendenti – il geometra licenziato, la moglie fu sospesa 6 mesi –, risultano iscritti la consigliera Veronica Verlicchi, il segretario Roberto Ticchi e altre due figure minori all’epoca vicine alla lista civica, Ernesto Randi e Andrea Barbieri.

Due sono le vicende finite sotto la lente della Polizia locale, su delega dei Pm: il no di Arpae alla scuola di via Vicoli e il progetto della nuova piscina. Le richieste di archiviazione per i dipendenti riguardano peculato ("non sussiste") e rivelazione di segreti d’ufficio ("fatto tenue"), mentre resta in piedi presso la procura distrettuale, a Bologna, l’accusa di accesso abusivo al sistema informatico. I politici hanno incassato, a vario titolo, richieste di archiviazione per tenuità del fatto, per le accuse di ricettazione e rivelazione del segreto d’ufficio, e per insussistenza del fatto per la "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente". Fatto tenue significa che gli elementi costitutivi del reato sussistono, ma il danno prodotto è stato esiguo. Ora si attende la decisione del giudice, al momento non risultano opposizioni alla richiesta di archiviazione e i termini sono scaduti. Nel caso della scuola, il vero ’talpagate’, violando il diritto alla riservatezza dell’atto, il geometra aveva ammesso di aver passato lo ’scoop’ alla Pigna, che così aveva diffuso la notizia, bruciando la concorrenza degli altri gruppi di opposizione. Dalle indagini è emersa l’insistenza con cui il segretario Ticchi, attraverso whatsapp, stimolava il dipendente a trovare documenti che potessero mettere in difficoltà l’amministrazione di centrosinistra; dall’altro il geometra infedele, per motivi di rivalsa sul capoufficio, si sforzava di soddisfare le richieste, ma a un certo punto in un messaggio alla moglie – che forniva le credenziali di accesso al sistema informatico per acquisire i documenti – confessa che non ce la fa più a reggere il gioco. Di fatto, le talpe prendevano le carte e le passavano alla Pigna, che così poteva giocare d’anticipo.

Nella vicenda della piscina, invece, la consigliera Verlicchi, Ticchi e Randi erano accusati di aver ottenuto lecitamente degli atti, ma di averne divulgato parte nonostante la raccomandazione di segretezza. Questi i fatti: il 27 febbraio 2020 la Nuova Sportiva srl presenta una proposta di progetto sulla piscina, alternativa a quella presentata due anni prima da Arco Lavori. Lo stesso giorno la Verlicchi fa richiesta di accedere agli atti del progetto Arco e due giorni dopo in una conferenza stampa esponenti del mondo del nuoto, Randi in testa, Ticchi e Verlicchi come partecipanti, patrocinano quello concorrente. Per quasi un anno la consigliera reitera con insistenza la richiesta dei documenti, ne nasce un acceso botta e risposta con gli uffici del Comune che alla fine si risolve nel gennaio 2021: dopo il parere favorevole di Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, Palazzo Merlato consegna il progetto di Arco alla consigliera, con la prescrizione "non divulgabile". Un mese e mezzo dopo la Pigna, attraverso una nota attribuita a Randi, rivela informazioni del progetto, ritenute protette dal vincolo di segretezza, e all’indomani Arco ne denuncia l’indebita pubblicazione. Alla fine, il 24 marzo 2021, la giunta approva il progetto di Arco e boccia quello concorrente, per cui il danno della presunta ’turbativa d’asta’ è stato pressoché nullo.

Lorenzo Priviato

© Riproduzione riservata

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