Fino a dicembre è tutto al completo a ritmi frenetici: sempre le stesse persone ogni due giorni nelle stesse farmacie. Da venerdì il Green pass diventa obbligatorio anche per lavorare, e chi proprio non vuole vaccinarsi è corso ai ripari prenotando tamponi (a pagamento) in farmacie e laboratori analisi. Nei giorni scorsi, prevedendo l’onda delle prenotazioni, l’Ordine dei farmacisti aveva chiesto aiuto alle altre professioni sanitarie: all’appello hanno risposto alcuni infermieri, che hanno accettato di dare una mano con i tamponi nelle farmacie. "Nella mia farmacia facciamo una media di 7080 tamponi al giorno – dice Domenico Dal Re, presidente dell’Ordine –....

Fino a dicembre è tutto al completo a ritmi frenetici: sempre le stesse persone ogni due giorni nelle stesse farmacie. Da venerdì il Green pass diventa obbligatorio anche per lavorare, e chi proprio non vuole vaccinarsi è corso ai ripari prenotando tamponi (a pagamento) in farmacie e laboratori analisi. Nei giorni scorsi, prevedendo l’onda delle prenotazioni, l’Ordine dei farmacisti aveva chiesto aiuto alle altre professioni sanitarie: all’appello hanno risposto alcuni infermieri, che hanno accettato di dare una mano con i tamponi nelle farmacie. "Nella mia farmacia facciamo una media di 7080 tamponi al giorno – dice Domenico Dal Re, presidente dell’Ordine –. Nei giorni scorsi abbiamo messo a punto un sito internet da cui si può prenotare direttamente per evitare le telefonate, che erano tantissime. In ogni caso siamo al completo fino a dicembre. È un momento di superlavoro per tutta la categoria, contro questa pandemia abbiamo messo tanto impegno". Sull’altro fronte le farmacie provano anche a convincere le persone a vaccinarsi: "È il nostro compito, e devo dire che la situazione è migliorata da questo punto di vista – aggiunge Dal Re –. Fino a 10 o 15 giorni fa ne convincevi uno su 200, ora circa 3 o 4 su 100. Spero che i numeri crescano ancora, l’Ausl dal canto suo è molto tempestiva e prenotandosi oggi già domani ci si può vaccinare". La situazione è la stessa nelle farmacie comunali. Barbara Pesci, direttore generale di Ravenna Farmacie, racconta di aver assistito anche a reazioni aggressive da parte di persone non vaccinate spazientite dalla difficoltà di prenotazione dovuta alle tantissime richieste: "Le persone non capiscono che ci sono dei limiti tecnici e fisici. Molti di loro vengono già arrabbiati perché devono fare questa cosa, e pretendono di farla quando vogliono loro. Se la prendono con le farmacie, che invece sono lì a cercare di aiutarli. Neanche i ritardi nel rilascio del Green pass dopo il tampone dipendono da noi, ma noi siamo gli unici con cui possono sfogarsi. Stiamo cercando disperatamente di allungare gli orari il più possibile, ma dobbiamo ovviamente portare avanti anche tutte le altre attività in farmacia. Non siamo un centro analisi. E in tutto questo c’è gente che ancora non si è mossa, o che pensa di poter trovare posto facilmente".

Ci sono anche aziende che hanno già organizzato i tamponi sul posto: il poliambulatorio Saba è pronto ad andare con la clinica mobile fuori da alcune grosse realtà industriali di Ravenna per fornire il Green pass ai dipendenti che ne sono sprovvisti. "Ci hanno fatto richiesta di essere presenti ogni 23 giorni – dice Angelo Imolesi, fondatore del poliambulatorio –. Abbiamo due unità mobili e in più alcune grandi aziende ci metteranno a disposizione la loro infermeria. Si tratta di realtà che già conosciamo perché le seguiamo per la medicina del lavoro e la sorveglianza sanitaria, e andiamo da loro periodicamente per visite mediche e accertamenti diagnostici". Il prezzo in questo caso sarà superiore ai 15 euro della farmacia: "È sempre il dipendente che paga – chiarisce Imolesi –. Il prezzo è più alto perché noi saremo lì personalmente sul posto con i nostri gestionali collegati ai server aziendali, e tra l’altro invieremo il pass al dipendente entro pochi minuti sullo smartphone. È un altro tipo di servizio rispetto alla farmacia".

Sara Servadei