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28 apr 2022

Tanta Faenza in Brasile In gioco alle Deaflympics

Tra i manfredi che prenderanno parte alle Olimpiadi riservate agli atleti sordi ci sarà anche Vanessa Ricci Bitti, direttrice tecnica della nazionale di tennis Fssi

28 apr 2022
Giuseppe Pignataro, vicepresidente Federazione Sport Sordi Italia, le tenniste Cristina Abrami e Giulia Bassini con il direttore tecnico Vanessa Ricci Bitti
Giuseppe Pignataro, vicepresidente Federazione Sport Sordi Italia, le tenniste Cristina Abrami e Giulia Bassini con il direttore tecnico Vanessa Ricci Bitti
Giuseppe Pignataro, vicepresidente Federazione Sport Sordi Italia, le tenniste Cristina Abrami e Giulia Bassini con il direttore tecnico Vanessa Ricci Bitti
Giuseppe Pignataro, vicepresidente Federazione Sport Sordi Italia, le tenniste Cristina Abrami e Giulia Bassini con il direttore tecnico Vanessa Ricci Bitti
Giuseppe Pignataro, vicepresidente Federazione Sport Sordi Italia, le tenniste Cristina Abrami e Giulia Bassini con il direttore tecnico Vanessa Ricci Bitti
Giuseppe Pignataro, vicepresidente Federazione Sport Sordi Italia, le tenniste Cristina Abrami e Giulia Bassini con il direttore tecnico Vanessa Ricci Bitti

In Brasile a caccia di medaglie olimpiche. Ci sarà tanta Faenza nella delegazione italiana che parteciperà alle prossime Deaflympics, le Olimpiadi riservate agli atleti sordi, in programma a Caxias Do Sul dall’1 al 15 maggio. La città manfreda conta due rappresentanti tra gli 85 azzurri che gareggeranno nelle varie discipline: Alice Tomat, schiacciatrice della Fenix Pallavolo Faenza, e Daniele Jabr, atleta di Orienteering della Carchidio Strocchi. Non prenderà parte alle gare ma sarà lo stesso della spedizione olimpica la faentina Vanessa Ricci Bitti, direttrice tecnica della nazionale di tennis Fssi (Federazione Sport Sordi Italia, ndr). Sarà infatti lei ad accompagnare ancora una volta Cristina Abrami di Civitanova e Giulia Bassini di Ferrara dopo l’Europeo di Creta del 2021 in cui alle due atlete sfuggì la medaglia d’oro di doppio solo nella finalissima. "Nel 2021 ricevetti dalla federazione l’incarico di direttrice tecnica e accompagnai le giocatrici al torneo continentale dove ottenemmo la medaglia d’argento – racconta Ricci Bitti –. Quest’anno con noi in Brasile ci sarà anche l’allenatore Tomaso Carletti e proveremo a conquistare un’altra medaglia". Per Ricci Bitti, Olimpiadi silenziose e tennis oltretutto rappresentano una ‘questione di famiglia’. Fu grazie alla terra rossa infatti che Pierpaolo Ricci Bitti, tennista plurimedagliato alle Deaflympics e padre di Vanessa, conobbe durante un torneo internazionale per sordi Nicole Andree Schuiling, tennista belga che qualche anno dopo avrebbe dato alla luce l’attuale direttrice tecnica nazionale. D’altronde lei e la sorella Susanna (medagliata alle Olimpiadi silenziose del 2009, ndr) sono cresciute tra i vialetti e i campi del Circolo ‘Teo Gaudenzi’ in via Medaglie d’Oro. "Iniziai a praticare tennis a 5 anni seguendo l’esempio della mia famiglia – ricorda –. Nel 1997 partecipai alle mie prime Deaflympics in Danimarca e sfilai alla cerimonia di apertura all’interno di uno stadio stracolmo di gente. Fu un’emozione indescrivibile, rimasi strabiliata nel vedere tante persone provenienti da tutto il mondo". A Copenhagen arrivarono due ragguardevoli quinti posti nel singolo e nel doppio, a cui seguirono poi altri tornei, piazzamenti e due ulteriori partecipazioni alle Deaflympics: Roma 2001 e Melbourne 2005. Poi Vanessa si innamorò di un altro sport: "Con il tempo – rivela –, ho capito che la mia passione più grande è il calcio a 5". Con la maglia della nazionale di futsal Ricci Bitti ha disputato due mondiali (Sofia 2007 e Bangkok 2015) e due Europei (2002 e 2014) "Anche queste sono state esperienze straordinarie con sfumature diverse perchè si tratta di sport di squadra". Oggi oltre al lavoro nell’Unione della Romagna Faentina, Ricci Bitti è stata nuovamente convocata in nazionale futsal con cui potrebbe anche partecipare nuovamente all’Europeo. Prima però c’è l’impegno in Brasile col tennis. Per inorgoglire ulteriormente la famiglia e le persone che quotidianamente la prendono ad esempio e per onorare il tricolore e il nome della città.

Damiano Ventura

© Riproduzione riservata

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