La clinica mobile per i test Covid
La clinica mobile per i test Covid

Ravenna, 14 agosto 2020 - Sole, mare e test sierologico. Sembra un controsenso, eppure sulle nostre spiagge queste tre cose vanno a braccetto: l’Ausl dallo scorso 3 agosto ha avviato il progetto ‘Riviera sicura’, una clinica mobile che si sposta tra le località lungo la costa romagnola e che al costo di 10 euro permette a chiunque di sottoporsi al test sierologico tramite digitopuntura. L’esame permette di vedere se si è malati o se lo si è stati in passato. 
La clinica mobile dallo scorso 3 agosto e fino a oggi è a Pinarella di Cervia in piazza Premi Nobel, e inoltre sarà il 26 agosto a Lido di Savio (piazza Forlimpopoli), il 27 a Marina di Ravenna (piazza Dora Markus), il 28 a Lido Adriano (viale Vivaldi), il 29 a Ravenna (via Sighinolfi) e il 31 a Marina Romea (piazza Italia). L’orario è sempre dalle 9 alle 13. Tra i medici Ausl impegnati nel progetto c’è Pietro Cuccu

Cuccu, come ha reagito la gente a questa iniziativa? 
«La risposta è piuttosto buona da parte dell’utenza in generale, vengono a farsi fare il test tra le 80 e le 110 persone al giorno». 

Finora avete trovato delle positività? 
«Poche. Mediamente un paio al giorno al test rapido, ma che poi alla prova del tampone finora si sono rivelate tutte negative: sono persone che probabilmente hanno avuto il virus ma sono guarite. Nessun malato, insomma». 

Chi sono gli utenti? 
«Almeno metà sono vacanzieri, i più vivono fuori provincia o fuori regione: la maggior parte viene da Roma o dal nord, soprattutto da Milano. Un’altra metà sono persone del posto». 

Cosa li spinge a venire? 
«Le motivazioni sono le più disparate: qualcuno è curioso perché nei mesi scorsi è stato male e vuole saperne di più, poi ci sono tanti turisti che hanno fatto le vacanze qui e vengono il giorno prima o il giorno stesso della partenza perché preoccupati per il rientro. C’è anche chi ha delle incombenze».

Che tipo di incombenze?
«I genitori portano i figli che dovranno passare le vacanze coi nonni, o molti nonni vengono perché i nipoti hanno trascorso le vacanze con loro. Ci è capitato di eseguire il test anche su bambini di 8 mesi». 

Vengono anche residenti rientrati dalle ferie? 
«No, o quantomeno nessuno ci ha parlato di questo tipo di motivazione. È più gente che ha fatto le vacanze qui e vuole tornare a casa tranquilla».

Avete visto arrivare anche stranieri finora? 
«Pochi, diciamo che succede eccezionalmente: le persone che si rivolgono a noi sono quasi tutte italiane. La settimana scorsa abbiamo visto giusto una combriccola di ragazzi del Canton Ticino. Poi le altre persone che sono venute e che vivono all’estero sono italiani che si sono trasferiti e ora sono qua in vacanza con i relativi coniugi». 

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