di Sara Servadei Anche negli ospedali si respira aria di ‘giallo’. No, non è il colore che ci è stato assegnato come regione: è il secondo livello di occupazione dei posti letto Covid, a metà tra il placido verde e l’allarmato rosso. E nell’allarmato rosso noi siamo fissi da poco meno di sei mesi: dal 10 novembre 2020 per l’esattezza. Ora le cose vanno meglio: al 26 aprile, i posti letti occupati dai pazienti Covid in Romagna sono 341, mentre nel momento peggiore della terza ondata (ovvero il 22 marzo) erano 780. Abbiamo parlato delle prospettive per le settimane...

di Sara Servadei

Anche negli ospedali si respira aria di ‘giallo’. No, non è il colore che ci è stato assegnato come regione: è il secondo livello di occupazione dei posti letto Covid, a metà tra il placido verde e l’allarmato rosso. E nell’allarmato rosso noi siamo fissi da poco meno di sei mesi: dal 10 novembre 2020 per l’esattezza. Ora le cose vanno meglio: al 26 aprile, i posti letti occupati dai pazienti Covid in Romagna sono 341, mentre nel momento peggiore della terza ondata (ovvero il 22 marzo) erano 780. Abbiamo parlato delle prospettive per le settimane a venire con Francesca Bravi, direttrice sanitaria dell’ospedale di Ravenna. Bravi, com’è la situazione attualmente?

"L’incidenza del virus è diminuita, il miglioramento è netto e il trend dei nuovi casi continua a scendere. Anche a livello di ricoveri va molto meglio. Nell’ospedale di Ravenna siamo arrivati a 69 pazienti Covid, mentre nei momenti peggiori di picco di questa terza ondata erano 140: il calo è del 50%".

Arrivano ancora contagiati in Pronto soccorso?

"Sì, qualcuno arriva tutti i giorni. Ieri ad esempio (mercoledì per chi legge, ndr) sono stati 3 o 4. Di questi solo una piccola parte viene ricoverata. L’effetto sull’ospedale sta scendendo, ma è una malattia con un impatto importante e una risoluzione lenta".

Va meglio anche in Terapia intensiva?

"Sì, questi reparti stanno scendendo sotto la soglia critica, così come le Medicine. Abbiamo ancora 6 pazienti Covid nella nostra Terapia intensiva a Ravenna".

Ora ci sono state le riaperture. La sfida, ora, è mantenere questi numeri bassi nei ricoveri? "Esattamente. E per questo è importante ribadire l’uso di distanze e dispositivi di protezione individuale. Dobbiamo mantenerli finché non avremo una quota importante di popolazione vaccinata".

Nel caso in cui i dati si abbassassero ancora e passassimo al ‘livello giallo’, quali attività in più ripartirebbero in ospedale per quanto riguarda le patologie non Covid?

"Va detto, come noto, che in questa seconda e terza ondata abbiamo mantenuto l’attività chirurgica per le classi A e B, le urgenze e l’oncologia. Ed è stato uno sforzo importante. Col distretto socio sanitario abbiamo un piano per aprire in maniera imponente diverse discipline specialistiche il cui personale finora è stato impegnato col Covid. Ovviamente da qui in avanti, se tutto va bene, la risposta dell’ospedale sarà più piena ed efficace per le prestazioni non legate al virus, e le agende verranno aperte maggiormente alle prestazioni non urgenti".

Vedete già una differenza nei ricoveri Covid grazie ai vaccini?

"Per vedere davvero una differenza dovremo aspettare di avere una quota maggiore di vaccinati. Guardando la distribuzione settimanale dei nuovi casi, però, si nota che è diminuita la quota degli over 80 contagiati, e lo stesso sta cominciando ad avvenire anche nella fascia 75-79 anni".