Ravenna, la piattaforma Amelia, al largo dell’Adriatico, nel distretto  di Ravenna
Ravenna, la piattaforma Amelia, al largo dell’Adriatico, nel distretto di Ravenna

Ravenna, 6 febbraio 2019 - «Non ci fermiamo qui». Dopo la manifestazione di ieri mattina in Municipio per chiedere al governo di ritirare l’emendamento che blocca per 18 mesi l’attività di ricerca di gas e prevede la predisposizione di un piano delle zone idonee alle attività energetiche, Ravenna diventa capofila delle città che chiedono un piano nazionale energetico che tenga conto del gas come fonte di transizione verso le rinnovabili, tutelando così migliaia di posti di lavoro e un patrimonio di conoscenze tra i più avanzati al mondo.

È nato così un comitato nazionale ‘ristretto’ con rappresentanti di tutte le città interessate, guidato dal sindaco de Pascale e con all’interno il consigliere regionale Gianni Bessi. Ieri mattina in una sala pre consiliare strapiena, si sono presentati dalla Sicilia, dalla Basilicata, dalla Campania. Lavoratori, piccoli imprenditori, artigiani. Hanno chiesto al sindaco de Pascale di dare vita a un coordinamento nazionale con il primo obiettivo di una manifestazione nazionale per fine febbraio. Non c’è ottimismo rispetto alla richiesta al Governo di ritirare l’emendamento e ci si prepara a vederlo approvato dalla Camera entro il 12 febbraio. Così si guarda alle prossime azioni.

«Ravenna sia tenuta fuori da questo pasticcio – dice il presidente della Regione Stefano Bonaccini – venga aperto subito un tavolo con il ministero dello Sviluppo economico. Perché è chiaro che un minuto dopo l’approvazione del dl Semplificazione che include l’emendamento contro il gas italiano, bisognerà dichiarare lo stato di crisi del settore. Servirà un piano immediato. Non basta fare politica economica con il reddito di cittadinanza. I Cinquestelle vengano qui prima di votare e anche la Lega, qui non la vedo oggi». E conclude: «Ravenna continui a essere polo d’eccellenza. Non ci sentiamo periferia di nessuno».

Il sindaco de Pascale non ha perso le speranze che l’emendamento venga scongiurato: «Se si vuole correggerlo le occasioni possono essere ancora tante». Quali? «A partire dal 9 febbraio, quando ci sarà la manifestazione dei sindacati, che ha registrato sul tema delle politiche energetiche un’adesione trasversale che va dal mondo imprenditoriale a quello del lavoro e delle istituzioni locali, con una delegazione che chiederà al Governo di bloccare questo provvedimento, che non migliora di una virgola le condizioni ambientali».

Poi gli interventi del mondo imprenditoriale e sindacale. Dopo il sindaco sono intervenuti Guido Ottolenghi per Confindustria nazionale; Angelo Colombini, vice segretario generale Cisl nazionale; Marco Granelli, vice presidente nazionale Confartigianato; Manuela Trancossi, Cgil Ravenna; Paolo Burioli, Cna Ravenna; Maurizio Don, segreteria nazionale Uiltec; Mauro Basurto, Confimi. In sala tanti applausi e la convinzione di essere soltanto all’inizio della strategia del gas a km 0.