Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
12 apr 2022

"Troppi edifici abbandonati in città: recuperiamoli"

"La proposta ha il merito di introdurre un dibattito su realtà dimenticate, come l’ex Macello e il vecchio cinema in via Cairoli"

12 apr 2022
brunello
Cronaca

di Brunello

Cavalli *

La proposta di Antonio Patuelli di dare nuova vita e dignità al complesso di San Domenico, da troppi anni chiuso ed inutilizzato, oltre a voler sanare una ferita ancora aperta nel cuore della città e a contribuire con l’ipotizzata destinazione ad aula magna della nostra sede universitaria ad accrescere le potenzialità dell’ateneo ravennate, ha anche il merito di introdurre un più complessivo dibattito sul recupero di numerosi edifici cittadini ora abbandonati. In questo senso, se alcuni importati interventi sono stati effettuati (come la prossima inaugurazione del rinnovato Palazzo Guiccioli in via Cavour a opera della Fondazione Cassa di Risparmio o al recupero del Mercato Coperto), ancora altro resta da fare. Numerosi sono gli edifici, che, abbandonati anche da anni, meriterebbero di tornare a nuova vita e a una ritrovata fruibilità da parte di cittadini e turisti.

In pieno centro storico abbiamo l’ex Sala Italia in via Cairoli, da anni in pietoso abbandono, il complesso dell’ex sede della Banca d’Italia con l’adiacente palazzetto che ospitava l’anagrafe, l’ex sede della Banca del Monte di Bologna e Ravenna in via Diaz, mentre nelle immediate vicinanze del centro il complesso dell’ex macello attende da tempo un intervento già ampiamente ipotizzato nell’ambito di un interessante progetto di recupero urbanistico. Inoltre, in via Trieste, langue l’ex cinema Astoria che ha tutte le potenzialità per divenire un nuovo polo di attrazione multimediale e di aggregazione. Si tratta, è vero, per la maggior parte di immobili di proprietà privata e in parte in cerca di nuovi acquirenti. Ma non per questo il problema del loro ripristino e utilizzo non si pone.

Anche perché lo stato di progressivo degrado di alcuni purtroppo impatta negativamente sull’intero tessuto urbano della città. Per questo sarebbe auspicabile che tra pubblico e privato si aprisse un confronto per sviluppare una progettualità che, forse, in molti casi manca e valutare insieme le possibili soluzioni. A fronte di proposte valide non dovrebbe infatti essere difficile trovare soluzioni idonee e imprenditori in grado di realizzare nuove iniziative che avrebbero anche la giusta valenza economica. Altamente meritoria, dunque, l’iniziativa di Patuelli che mentre trova una nuova vocazione al complesso di San Domenico, potrebbe avviare un percorso virtuoso per il recupero e il riutilizzo di altri importanti immobili con evidenti benefici sull’intera città.

* Presidente SBC edizioni

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?