La farmacista mostra un tampone rapido alla Dradi di Ravenna (Foto Fabrizio Zani)
La farmacista mostra un tampone rapido alla Dradi di Ravenna (Foto Fabrizio Zani)
Sempre meno farmacisti, ma sempre più tamponi da fare. Le farmacie hanno le agende piene: col green pass che dal 15 ottobre diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori, coloro che non vogliono vaccinarsi si preparano a sottoporsi a un test (a pagamento, al prezzo di 15 euro) ogni 48 ore. E così sono già tantissimi gli appuntamenti per i tamponi programmati per il prossimo mese nelle farmacie: così tanti che i farmacisti non sanno come fare per tenere testa a tutte le richieste, e ora chiedono l’aiuto delle altre professioni sanitarie. "C’è una forte...

Sempre meno farmacisti, ma sempre più tamponi da fare. Le farmacie hanno le agende piene: col green pass che dal 15 ottobre diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori, coloro che non vogliono vaccinarsi si preparano a sottoporsi a un test (a pagamento, al prezzo di 15 euro) ogni 48 ore. E così sono già tantissimi gli appuntamenti per i tamponi programmati per il prossimo mese nelle farmacie: così tanti che i farmacisti non sanno come fare per tenere testa a tutte le richieste, e ora chiedono l’aiuto delle altre professioni sanitarie.

"C’è una forte impennata delle richieste per i tamponi – dice Domenico Dal Re, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Ravenna –. Molte farmacie, come la mia, iniziano a farli già alle 7.30 del mattino per dare risposta a tutti. Il problema però è che il personale è poco, ed è diventato ancora meno dopo le sospensioni. Nel nostro territorio c’è una consulta degli organi sanitari patrocinata dal Comune: ci confronteremo in quell’ambito per trovare una soluzione".

L’obiettivo è trovare una soluzione che possa affiancare le farmacie dal 15 ottobre in poi, quando le richieste dei tamponi aumenteranno per l’introduzione del green pass per i lavoratori. Ad aggravare il problema per le farmacie ci sono le sospensioni dei farmacisti non vaccinati: in provincia al momento sono circa 26, una decina in più rispetto a un paio di settimane fa. "Qualcuno dopo la sospensione si vaccina e rientra al lavoro – aggiunge Dal Re –. Noi cerchiamo di convincere a vaccinarsi anche gli utenti che vengono per i tamponi, seguendo la linea politica del governo: ma solo il 2-3% effettivamente poi prenota. I più non vogliono sentire ragioni. Sta diventando molto dura tenere testa a tutto, il lavoro è tanto: con la pandemia le farmacie sono diventati come piccole case della salute, centri sanitari polifunzionali. Abbiamo fatto e stiamo facendo la nostra parte".

Il problema dei tamponi è molto sentito da tutte le farmacie che li effettuano, che in provincia sono 80: "Le richieste sono aumentate anche in prospettiva del green pass obbligatorio per lavorare dal 15 ottobre – dicono dalla farmacia Dradi –. L’agenda tende a riempirsi, cerchiamo di non perdere il ritmo e di adeguarci alle richieste. È una bella mole di lavoro, ma lo facciamo volentieri perché fa parte del nostro ruolo istituzionale".

"Siamo pieni fino a novembre – dicono anche dalla farmacia Moderna, in via Bovini – e abbiamo visto il boom nelle ultime settimane. Tanti in realtà si arrabbiano perché il tampone va pagato. I clienti sono tantissimi, sia fissi che non , da tutta Ravenna e dal circondario. È parecchio lavoro: chi li fa, chi riceve le telefonate, chi gestisce gli appuntamenti…". Ora l’Ordine spera di poter contare su un aiuto esterno per far fronte ai tamponi previsti per i prossimi mesi.

Sara Servadei