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14 ott 2020

Tumore, ecco la tecnologia (non invasiva) che colpisce le cellule cattive

Cotignola, nuovo strumento al Maria Cecilia Hospital. Dà ottimi risultati per neoplasie ginecologiche, di prostata, polmoni, e altre ancora

14 ott 2020
Il nuovo acceleratore lineare per Radioterapia al Maria Cecilia Hospital.
Il nuovo acceleratore lineare per Radioterapia al Maria Cecilia Hospital.
Il nuovo acceleratore lineare per Radioterapia al Maria Cecilia Hospital.
Il nuovo acceleratore lineare per Radioterapia al Maria Cecilia Hospital.

Cotignola (Ravenna), 14 ottobre 2020 – Uno strumento d’avanguardia in grado di produrre fasci di radiazione al alta energia che colpiscono le cellule tumorali. Questo, in sintesi, è il compito del nuovo acceleratore lineare per Radioterapia o Linac (Linear Accelerator), in servizio nell’Unità di Radioterapia oncologica del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio sanitario nazionale.

L’apparecchiatura è contenuta in un’apposita stanza, progettata per garantire la sicurezza degli operatori e del paziente, un luogo ideato anche per ridurre il disagio del trattamento grazie all'ambiente rilassante. Tecnologie avanzate e specialisti con vasta esperienza costituiscono il connubio per cure efficaci. Per questo motivo investire in strumenti all’avanguardia e in formazione è fondamentale.

“Questa tecnologia è utilizzabile in qualsiasi tipo di trattamento, ma alcune patologie ne beneficiano in modo particolare – spiega Flora Anna Mauro, Coordinatore del Dipartimento di Radioterapia di Maria Cecilia Hospital – come le neoplasie ginecologiche, di prostata, distretto testa-collo, polmoni, ossa e tessuti molli. L’acceleratore lineare permette infatti una maggiore efficacia sulla patologia e una minore comorbidità per i tessuti sani”.

Ne derivano diversi vantaggi per chi si sottopone alla terapia: la procedura non è invasiva, con un conseguente minore stress per il paziente e per la sua condizione psicofisica generale; permette un maggiore controllo della patologia; una riduzione dei tempi di radioterapia, sia per singola seduta che per numero di sedute totali; un maggior risparmio dei tessuti sani circostanti e quindi minori effetti collaterali, con un notevole miglioramento della qualità di vita sia a breve che a lungo termine.

 

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