A destra il dottor Cappuzzo (Foto Corelli)
A destra il dottor Cappuzzo (Foto Corelli)

Ravenna, 10 settembre 2019 – Una buona notizia per i circa 10 mila italiani che ogni anno si ammalano di tumore polmonare di tipo squamoso. Federico Cappuzzo, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Ausl della Romagna a Ravenna, ha presentato a una conferenza mondiale a Barcellona lo studio internazionale IMpower 131, condotto su oltre mille pazienti.

«Sarà presto possibile una terapia efficace per questi pazienti – si legge nella ricerca – che consentirà di rallentare la malattia in tutti i casi e che triplicherà la possibilità di sopravvivenza nei pazienti metastatici, passando da una media di 10 mesi a 23 mesi». Questa neoplasia non risponde infatti a farmaci ‘intelligenti’, diretti su bersagli molecolari tumorali specifici ed è quindi trattata con la sola chemioterapia.

Ma lo studio di Cappuzzo dimostra che ‘associando a due tipi diversi di chemioterapia l’immunoterapico atezolizumab’, si riesce a rallentare significativamente il rischio di progressione di malattia. In particolare, secondo lo studio, ‘i risultati diventano eclatanti in quel 20-25 per cento dei pazienti che esprimono in abbondanza la proteina PDL-1, bersaglio di atezolizumab’. «Questi – conclude Cappuzzo – sono perciò i candidati ideali per questo tipo di associazione di immunoterapia e chemioterapia; è quindi sempre più necessaria un'attenta selezione dei pazienti per individuare chi risponderà meglio alle terapie a disposizione».