Un caso di dengue dopo un viaggio. Trattamenti contro le zanzare

L’uomo ha manifestato i sintomi mentre era in Brasile e ora è ricoverato. Le sue condizioni non sono gravi. Disinfestazione per tre giorni all’alba nel raggio di 100 metri dall’abitazione del paziente.

Un caso di dengue dopo un viaggio. Trattamenti contro le zanzare

Un caso di dengue dopo un viaggio. Trattamenti contro le zanzare

Un caso di dengue a Ravenna. Il paziente è rientrato nei giorni scorsi da un viaggio in Brasile e al momento è ricoverato, in osservazione. Le sue condizioni non sono critiche. Ha manifestato i sintomi in viaggio, come ha detto ieri l’assessore al Verde pubblico Igor Gallonetto rispondendo a un question time di Daniele Perini della lista De Pascale sindaco. L’Ausl ha programmato un intervento straordinario di disinfestazione nel raggio di 100 metri dalla sua abitazione. Come noto, infatti, la dengue non si attacca da uomo a uomo, ma il vettore della malattia è la zanzara. "Il principale è la aedes aegypti, che qui non c’è – dice la direttrice dell’Igiene pubblica, Raffaella Angelini – però anche la zanzara tigre è in grado di trasmettere la malattia, anche se in maniera meno efficiente. E quindi dobbiamo preoccuparci. Abbiamo avviato i trattamenti anche perché il clima è caldo in questi giorni, anche se ancora non abbiamo grandi segnali di proliferazione della zanzara". I trattamenti con piretroidi verranno eseguiti per tre giorni di seguito alle prime luci dell’alba in strade e spazi pubblici nel raggio di 100 metri da dove la persona contagiata ha soggiornato, inoltre personale qualificato andrà di casa in casa per eliminare eventuali focolai larvali nell’acqua stagnante.

La dengue è presente in tutti i Paesi tropicali, spiega Angelini: "In questo momento sono particolarmente a rischio il Sudamerica e il Vietnam, ma la si può contrarre anche altrove".

I sintomi più comuni sono febbre e una cefalea molto forte, soprattutto nella zona retrorbitaria, con dolori articolari e muscolari: "Per questo è detta ’febbre spacca ossa’ – prosegue Angelini –. Se a presentare i sintomi è una persona che di recente è stata in un Paese dove la dengue circola occorre andare subito dal medico e fare gli accertamenti, partire col trattamento il prima possibile. Per la diagnosi definitiva occorre mandare un campione di sangue a Bologna e aspettare la risposta, tra le 12 e le 24 ore. Se l’esame è negativo interrompiano tutto, ma la tempestività nei trattamenti è importante perché può evitare che partano focolai". La dengue è una malattia particolare, spiega Angelini: "Ci sono quattro sierotipi, e in genere al primo contatto ci sono febbre, dolori intensi e poco di più. Il problema è se la persona si reinfetta con un altro sierotipo: l’organismo può avere una reazione immunitaria in risposta così forte da determinare una forma emorragica che può essere molto pericolosa. Esiste un vaccino in due dosi ma è stato autorizzato da meno di un anno. La Regione lo sta acquistando ora e nelle prossime settimane probabilmente sarà a disposizione su richiesta, a pagamento".

sa.ser