Paolo Di Bartolo, direttore dell’unità operativa di diabetologia di Ravenna
Paolo Di Bartolo, direttore dell’unità operativa di diabetologia di Ravenna
Quasi un paziente deceduto col Covid su tre aveva il diabete. È una constatazione amara quella che ha fatto ieri Paolo Di Bartolo, direttore dell’unità operativa complessa di Diabetologia nell’ambito provinciale di Ravenna, ospite del salotto online del sindaco e presidente della Provincia Michele de Pascale. Nel corso dell’incontro si è parlato a tutto campo di come è cambiata la vita delle persone col diabete nel corso dell’emergenza. "Purtroppo il 30% dei deceduti aveva il diabete – ha detto Di Bartolo parlando delle vittime...

Quasi un paziente deceduto col Covid su tre aveva il diabete. È una constatazione amara quella che ha fatto ieri Paolo Di Bartolo, direttore dell’unità operativa complessa di Diabetologia nell’ambito provinciale di Ravenna, ospite del salotto online del sindaco e presidente della Provincia Michele de Pascale. Nel corso dell’incontro si è parlato a tutto campo di come è cambiata la vita delle persone col diabete nel corso dell’emergenza. "Purtroppo il 30% dei deceduti aveva il diabete – ha detto Di Bartolo parlando delle vittime –. Ma non solo: aveva almeno altre due o tre condizioni contemporanee ad esso". In particolare il primario ha spiegato che il rischio non è per i giovani con diabete di tipo 1, ma "quando vi è un’età over 65 e quando il paziente, oltre al diabete, esprime condizioni cardiovascolari e renali, e presenta un’associazione con altri quadri che sono complicanze del diabete o che possono essere insorte parallelamente".

In questi casi "il rischio diventa tre volte superiore". In merito alla maggiore difficoltà dei pazienti diabetici a superare il Covid, Di Bartolo ha spiegato che "se il contagio di trasforma in malattia e c’è la necessità di andare incontro a una terapia con cortisone, nel caso di persone ospedalizzate o a casa ma con disturbi respiratori, il diabete si complica perché le glicemie si scompensano e le cose diventano più complesse da gestire". Infatti "dobbiamo mantenere altissima l’attenzione nel ‘portare a casa’ buone glicemie – ha aggiunto – altrimenti quello che abbiamo detto viene smentito. Una persona con diabete di tipo 1 con una glicemia assurda diventa fragile come una persona di 80 anni".

L’incontro di ieri è stato anche l’occasione per fare il punto sulle novità in via d’introduzione per migliorare l’assistenza ai pazienti diabetici, che secondo la stima del servizio di Diabetologia nel 2020 nella provincia erano 26.617. Il servizio da mesi ha iniziato a fare visite telematiche tra telefonate ed email, per quanto possibile vista l’età avanzata di tanti assistiti, mentre Di Bartolo ha annunciato nel giro di pochi mesi i farmaci (che ora vengono distribuiti nelle farmacie degli ospedali) saranno disponibili anche nelle farmacie territoriali. A questo si aggiunge un altro nuovo servizio importante: "Nel giro di qualche mese cominceremo a fare periodicamente le visite anche nelle Case della Salute e nei grandi nuclei di cure primarie, dando supporto ai medici di base". Infine i vaccini: anche grazie a una richiesta fatta dal servizio di Diabetologia di Ravenna le persone diabetiche, così come quelle con problemi oncologici e cardiologiche, saranno le prima a ricevere il siero dopo gli over 80.

Sara Servadei