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18 mag 2022

Un percorso di specializzazione nato due anni fa per i giovani laureati

Fondazione Flaminia: "Avviare la facoltà di Medicina a Ravenna non era scontato"

18 mag 2022

La nascita del corso di laurea in Medicina e chirurgia a Ravenna, nel 2020, non poteva che avere, come conseguenza diretta, l’avvio del percorso di specializzazione per i giovani laureati, in ospedale. Un progetto realizzato grazie alla collaborazione tra Asl, Università di Bologna, Fondazione Flaminia che, partito in piena pandemia, ha saputo adattarsi alle difficoltà, raggiungendo gli obiettivi prefissi. "Organizzare la parte pratica del corso di Medicina, di cui si sta occupando la coordinatrice, dottoressa Falconi, – spiega Marco Domenicali, direttore del reparto di Medicina Interna 1 e docente universitario – è uno degli aspetti più complessi, mi riferisco ai tirocini, alle scuole di specializzazione. Perché necessitano di un reparto che oltre all’attività di assistenza, supporti i ragazzi, insegni loro la parte pratica che nella medicina è fondamentale. Occorre il giusto equilibrio in reparto tra assistenza ai malati e insegnamento agli specializzandi e per insegnare bene occorre anche fare attività di ricerca. La pandemia ci ha obbligato a cambi continui di programma. I ragazzi hanno saputo adattarsi e ringrazio anche i direttori Tarlazzi prima e ora Bravi per essere sempre stati presenti". Accanto a lui Mirella Falconi Mazzotti, presidente di Fondazione Flaminia e coordinatrice del corso di laurea. "Avviare Medicina a Ravenna – osserva – non era scontato, né semplice. Molto lavoro deve essere ancora fatto, come l’attivazione, nei prossimi tre anni, dei tirocini e quindi la frequenza degli studenti nei reparti. L’università è presente in ospedale da oltre due anni, ed è stato grazie all’operatività, all’entusiasmo, in questo caso, del professor Domenicali e della sua equipe se si è potuta già costruire una realtà a tutto tondo, frutto della sinergia tra docenza universitaria e medici reclutati nel sistema sanitario nazionale. È un sistema da portare avanti anche nei prossimi anni. Poter crescere degli specializzandi per un periodo così consolidato è un’ulteriore ricchezza che contribuirà al radicamento del corso di laurea sul territorio". La dottoressa Tiziana Monti, di Medicina interna 1, definisce il corso ‘olistico’. "Perché – dice – mette insieme la parte scientifica e quella pratica, di coinvolgimento degli specializzanti, sin dall’inizio. In molte scuole ci vogliono anni prima di interagire coi pazienti, loro hanno iniziato subito. Siamo entusiasti di averli con noi. Vorremmo che Ravenna diventi l’oggetto del desiderio, il luogo in cui si sta bene, si fa ricerca, si cresce e si impara un mestiere".

a.cor.

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