Ogni anno in Italia in media mille bambini (dato dell’Istituto superiore di Sanità, ndr) non ce la fanno: il loro cuore smette di battere prima che possano venire al mondo. E questa purtroppo è anche la storia di Adele, bimba di Faenza morta poco prima del termine della gravidanza. Da quel dolore inimmaginabile le persone intorno a lei hanno costruito un progetto che aiuterà tanti altri bambini: ‘El jardin de Adele’, letteralmente ‘Il giardino di Adele’, una scuola dell’infanzia che sorgerà in Perù nel paese di Encanada, dove ce n’è molto bisogno. L’idea è partita da Lucilla Flamini, zia della piccola Adele che è venuta a mancare circa un anno fa. Al...

Ogni anno in Italia in media mille bambini (dato dell’Istituto superiore di Sanità, ndr) non ce la fanno: il loro cuore smette di battere prima che possano venire al mondo. E questa purtroppo è anche la storia di Adele, bimba di Faenza morta poco prima del termine della gravidanza. Da quel dolore inimmaginabile le persone intorno a lei hanno costruito un progetto che aiuterà tanti altri bambini: ‘El jardin de Adele’, letteralmente ‘Il giardino di Adele’, una scuola dell’infanzia che sorgerà in Perù nel paese di Encanada, dove ce n’è molto bisogno. L’idea è partita da Lucilla Flamini, zia della piccola Adele che è venuta a mancare circa un anno fa. Al progetto si sono subito uniti Diletta Bracchini, Caterina Cicognani, Andrea Cirillo ed Elena Monti: un team composto da quattro architetti e una pediatra, che ha formato un collettivo chiamato Lu.di.ca. Il team di architetti ha progettato la scuola e in un mese e mezzo, grazie a una raccolta fondi online, e ha raccolto 35mila euro dei circa 80mila che servono per completare il progetto.

"L’idea è nata per ricordare Adele, che è la mia nipotina. Si parla poco delle morti perinatali, eppure non sono così sporadiche e si portano dietro un dolore enorme che non si può cancellare – racconta Lucilla Flamini –. Una scuola per un centinaio di bambini mi è sembrato il modo più bello per ricordare la mia nipotina, che è il motore e il cuore di tutto il progetto. L’idea mi è venuta un po’ per caso, ho proposto la cosa a un gruppo di amici che l’hanno accolta subito con entusiasmo. Subito abbiamo valutato dove poter costruire la scuola, e il Perù è stata una scelta spontanea perché lì c’è un gruppo di missionari della Romagna ma non solo, con l’associazione ‘Qua la mano’, e io stessa ci ho vissuto diversi anni. Li ho contattati, il progetto è piaciuto e mi hanno lasciato carta bianca. Così abbiamo creato il progetto, ci stiamo lavorando da settembre sentendoci via Skype: io vivo a Torino, una ragazza a Parigi e gli altri a Faenza".

La raccolta fondi è partita sul sito internet Ideaginger a metà dicembre. Il progetto, consultabile sul sito, prevede tre aule, una sala per la psicomotricità, la mensa, la cucina e gli uffici. Tutto sarà realizzato con materiali ecosostenibili e possibilmente a chilometro zero. La scuola accoglierà bambini dai 3 ai 5 anni, e Lucilla Flamini programma di passare diversi mesi a Encanada a seguire il cantiere. I lavori daranno un impiego anche alla manodopera locale, e sarà quindi un’ulteriore forma di aiuto per la zona.

"Siamo rimasti stupiti dall’ottima risposta che il progetto ha ottenuto – spiega Lucilla Flamini –. Ci speravamo ma sapevamo che sarebbe stato un salto nel vuoto, non avevamo mai fatto raccolte fondi online prima. Tra l’altro anche il periodo è particolare, ci sono famiglie in difficoltà, non ci aspettavamo niente. È stata una bella sorpresa vedere invece la risposta che ha avuto la gente. Faenza è stata molto presente, siamo partiti dagli amici e dai famigliari e pian piano la cosa si è estesa anche tra i professionisti. Abbiamo scritto anche a diversi studi di architetti e molti hanno fatto una donazione".

È possibile effettuare una donazione per il progetto sul sito internet https:www.ideaginger.itprogettiel-jardin-de-adele-una-scuola-materna-sostenibile-in-peru.html.

Sara Servadei