Il primario Bassi al Pala De Andrè. mentre gli viene somministrato il vaccino
Il primario Bassi al Pala De Andrè. mentre gli viene somministrato il vaccino
Il primo giorno di vaccinazioni è archiviato, ma a questo primo passo dovranno aggiungersene molti altri. E allora come si procede? È tutto un rebus in equilibrio su due fattori: la presenza di congelatori per conservare le dosi dell’antidoto Pfizer-BioNtech al virus a -70 gradi e la quantità di vaccini che arriveranno. "Aspettiamo indicazioni dalla Regione – spiega Mauro Taglioni, che fa parte dello staff della direzione generale dell’Ausl e che si occupa dell’organizzazione dei vaccini al Pala De Andrè –. Deve arrivare una nuova fornitura di vaccini, sembra già entro la fine dell’anno. Ma ancora non si sa quante dosi...

Il primo giorno di vaccinazioni è archiviato, ma a questo primo passo dovranno aggiungersene molti altri. E allora come si procede? È tutto un rebus in equilibrio su due fattori: la presenza di congelatori per conservare le dosi dell’antidoto Pfizer-BioNtech al virus a -70 gradi e la quantità di vaccini che arriveranno. "Aspettiamo indicazioni dalla Regione – spiega Mauro Taglioni, che fa parte dello staff della direzione generale dell’Ausl e che si occupa dell’organizzazione dei vaccini al Pala De Andrè –. Deve arrivare una nuova fornitura di vaccini, sembra già entro la fine dell’anno. Ma ancora non si sa quante dosi arriveranno: sulla base della distribuzione tra le aziende organizzeremo il servizio. Il nostro auspicio è che ne arrivino abbastanza per garantire le vaccinazioni alle prime strutture per gli anziani".

Anche l’organizzazione materiale di giorni e orari in cui somministrare le dosi dipende dalle quantità.

Per ora la sede definita rimane una in provincia: il Pala De Andrè. Ma con i Comuni si sta lavorando per creare diversi punti di distribuzione anche nel Faentino (dove si parla della sala Zanelli in Fiera) e in Bassa Romagna.

"Al momento sono stati acquistati e installati in Romagna 3 congelatori in grado di raggiungere temperature a -70-80 gradi – prosegue Taglioni –. Uno si trova nel laboratoro di Pievesestina, nel Cesenate, uno nel Riminese e uno nella farmacia dell’ospedale di Ravenna. Anche per questo ora ci sono tre sedi ufficiali, tutto è legato anche alla capienza".

All’arrivo al Pala De André a gestire i flussi all’ingresso e misurare la temperatura delle persone ci sono i volontari della Protezione civile: "Saremo attivi per tutta la campagna vaccinale – dice Giovanna Mantovani –. Controlliamo il corretto utilizzo dei presidi e la temperatura. In questa emergenza siamo attivi anche nei tamponi in auto, inoltre abbiamo montato e presidiato le tende fuori dagli ospedali".

L’altro interrogativo di cui si sta parlando in tutta Italia è la presenza di personale sanitario che rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione. In Regione è in corso un’indagine, e per ora tra quelli che hanno risposto il 95% ha detto che si vaccinerà.

"Il viceministro della Sanità Pierpaolo Sileri oggi ha detto che confida che non ce ne sia bisogno, ma ha esortato l’intervento degli Ordini nel caso di colleghi che rifiutano il vaccino – dice Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna –. E io sono d’accordo. Ci sono stati medici morti e non sappiamo in quante circostanze il medico può essere stato un veicolo dell’infezione per il paziente. Per ora, però, io non so di medici a Ravenna che non vogliono farlo. Mi auguro che il vaccino venga esteso anche ai dipendenti delle strutture sanitarie convenzionate e ai liberi professionisti e odontoiatri".

Parlando del primo giorno di vaccini, Falcinelli si toglie anche un sassolino dalla scarpa: "Io, così come i presidenti degli Ordini di Forlì e di Rimini, sono stupito e sorpreso che gli Ordini non siano stati coinvolti dall’Ausl. Pensiamo che fosse giusto dare un tributo a una categoria che conta 273 medici morti di Covid in tutta Italia".

Sara Servadei