Verranno distribuite venti dosi a ognuno dei 270 medici della provincia
Verranno distribuite venti dosi a ognuno dei 270 medici della provincia
La campagna vaccinale prosegue e si allarga. Da ieri, la platea di persone aventi diritto al siero in regione si è infatti ampliata a disabili e anche personale scolastico, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa fra viale Aldo Moro e i medici di base, presso i quali da ieri si è attivata l’opportunità per il personale scolastico – maestri, professori, educatori, operatori e collaboratori che lavorano nelle scuole di ogno ordine e grado, nei sevizi educativi per l’infanzia e negli enti di formazione che erogano percorsi di IeFP – di prenotarsi la propria vaccinazione chiamando direttamente il medico di riferimento e non rivolgendosi a Cup e Cuptel, nè utilizzando Cupweb,...

La campagna vaccinale prosegue e si allarga. Da ieri, la platea di persone aventi diritto al siero in regione si è infatti ampliata a disabili e anche personale scolastico, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa fra viale Aldo Moro e i medici di base, presso i quali da ieri si è attivata l’opportunità per il personale scolastico – maestri, professori, educatori, operatori e collaboratori che lavorano nelle scuole di ogno ordine e grado, nei sevizi educativi per l’infanzia e negli enti di formazione che erogano percorsi di IeFP – di prenotarsi la propria vaccinazione chiamando direttamente il medico di riferimento e non rivolgendosi a Cup e Cuptel, nè utilizzando Cupweb, semplicemente presentando un’autocertificazione che attesti lo stato di avente diritto, legato alla professione esercitata.

Anche a Ravenna, tuttavia, non c’è ancora una data certa che segni l’inizio delle somministrazioni vere e proprie. L’Ausl fa sapere che presumibilmente il piano inizierà il primo marzo prossimo, assieme alle vaccinazioni per gli over80 nati dopo il 1936, e che tutte le dosi a disposizione di vaccino AstraZeneca verranno presto distribuite ai medici del territorio. Nel frattempo: "I medici di base sono impegnati a raccogliere le telefonate, i recapiti e i dati degli insegnanti interessati a ricevere il vaccino anti-Covid – fa sapere il presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna Stefano Falcinelli –. Io ho ricevuto 12 prenotazioni e numeri analoghi hanno registrato i colleghi del mio gruppo. In tutta la provincia di Ravenna parliamo di circa 270 medici, capiremo presto se per tutti si può parlare di questi dati. Non sappiamo però ad oggi su quante dosi disporremo di preciso in partenza, nè quando effettivamente potremo iniziare a somministrarle a chi ne avrà diritto". Il piano anche su Ravenna prevede una consegna di circa 20 dosi per medico di base della provincia, ma, come sempre, questo numero potrà variare in base alla rifornitura che verrà fatta da AstraZeneca, il piano regionale prevede il ricorso a questa partitura di vaccino per le nuove categorie, in quanto di più facile conservazione rispetto agli analoghi di Moderna e Pfizer. Le sedute vaccinali saranno invece organizzate in gruppi distinti di dieci persone, visto che si utilizzano fiale decadose. "Le vaccinazioni si svolgeranno negli ambulatori dei medici – continua Falcinelli – e per quelli che non dispongono di uno spazio adeguato potranno contare sulle strutture già preposte". A Ravenna un piano definito e definitivo per la somministrazione del vaccino per le nuove categorie dovrebbe essere ultimato entro domani, sia per gli insegnanti attraverso i medici di famiglia che per le persone con disabilità a carico di Ausl, a cominciare da quelle che vivono in strutture residenziali e a seguire quelle che frequentano centri diurni e quelle in carico ai servizi.

La soddisfazione arriva anche dal sindacato Snals di Ravenna. Il Segretario provinciale Maria Rosaria Strammiello però ammonisce: "Peccato che la vaccinazione avverrà solo per il personale scolastico che ha il medico nella regione. Ma gran parte ha un contratto di lavoro a tempo determinato, pertanto, il medico di base non sempre si trova nella provincia dove si presta servizio, ma continua a trovarsi, per motivi logistici, nella provincia di provenienza. Inevitabilmente questo dettaglio provocherà una spiacevole disparità di trattamento ai danni del personale proveniente da fuori regione".

Francesco Zuppiroli