Aosta, 9 aprile  2018 - Sono sei gli indagati dalla procura di Aosta per la morte di due scialpinisti - l’imolese Carlo Dall’Osso, 51 anni, e il faentino Roberto Bucci, 28 - travolti da una valanga lo scorso sabato a Pila (Aosta). Sono il responsabile del corso e cinque istruttori dei 12 allievi della scuola Cai 'Pietramora' (delle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Ravenna e Rimini) che aveva organizzato l'escursione didattica. È stata consegnata dal Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entrèves la relazione in procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro e omicidio plurimo colposi.

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Sono stati tutti ascoltati dagli investigatori gli scialpinisti romagnoli scampati alla tragedia, avvenuta mentre la comitiva di appassionati della scuola di alpinismo Pietramora stava varcando il Col Chamolé a 2.600 metri di quota, per raggiungere il rifugio Arbolle

I sei indagati sono Vittorio Lega, 51 anni, istruttore nazionale Cai di sci alpinismo della sezione di Faenza e direttore del corso avanzato per sci e snowboard organizzato dalla scuola Cai 'Pietramora', Leopoldo Grilli (44), istruttore sezionale del Cai di Imola e vicedirettore del corso, Alberto Assirelli (50) istruttore sezionale del Cai di Ravenna, Paola Marabini (56) istruttrice di sci alpinismo della sezione Cai di Faenza, Matteo Manuelli (43) istruttore sezionale del Cai di Imola e Giacomo Lippera (45) istruttore sezionale del Cai di Rimini (questi ultimi due travolti dalla slavina e sopravvissuti).

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Tutti erano attrezzati con Artva, pala e sonda e l'imolese Dall'Osso aveva inoltre lo zaino airbag che in determinate condizioni consente di 'galleggiare' su una slavina: tuttavia, pur essendo riuscito ad attivarlo, è stato sommerso dalla massa nevosa ed è stato sbalzato per centinaia di metri nel lago di Chamolé, dove è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Nessuno dei sei istruttori è ancora stato sentito dagli inquirenti.

In base alla ricostruzione del Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves - guidato dal maresciallo Delfino Viglione e intervenuto sul posto con il Soccorso alpino valdostano - la massa di neve si è probabilmente staccata dopo il passaggio degli sciatori che erano a monte. La valanga aveva un fronte di 200-250 metri e uno sviluppo di 600. Il percorso che stavano affrontando - dal lago di Chamolé al rifugio Arbolle - «è generalmente poco battuto», ha spiegato il pm Eugenia Menichetti.

Il gruppo era partito al mattino da Aosta, all'apertura degli impianti, e con l'ovovia aveva raggiunto Pila. Aveva iniziato l'escursione tra le 8.30 e le 9. Dalla relazione del Sagf consegnata in procura è emerso che era composto da 21 persone in tutto. Tra di loro anche due snowboarder, che procedevano in salita con le ciaspole, tra i quali una delle due vittime, Bucci. Oltre ai due feriti e ai due morti, anche altre due o tre persone sono stati coinvolte parzialmente dal distacco nevoso. La prima chiamata di soccorso è stata fatta alle 10.48.

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IL PM - "Dobbiamo finire di sentire" le persone coinvolte, "fare gli accertamenti tecnici sul manto nevoso e capire anche tutte le cautele che sono state adottate". Lo ha spiegato il pm Menichetti. "La temperatura, quando sono partiti, non era particolarmente elevata. Era già sopra lo zero. Avevano fatto verosimilmente le prove di tenuta ed erano state date indicazioni sulle attrezzature", gli allievi inoltre "erano stati avvisati del percorso che avrebbero fatto", ha spiegato il magistrato.