Via Lapi, "sistemeremo le fognature"

La promessa del Comune al comitato degli alluvionati. Entro settembre, invece, dovrebbe essere messo in sicurezza il fiume in città

Via Lapi, "sistemeremo le fognature"

Via Lapi, "sistemeremo le fognature"

Ha avuto luogo lunedì l’incontro fra la giunta e il comitato che raduna oltre un centinaio di residenti del quartiere che sorge intorno a via Lapi, uno fra i più colpiti dall’alluvione dello scorso 16 maggio. L’incontro è stato per molti aspetti forzatamente interlocutorio: impossibile ora avere risposte circa alcuni dei quesiti posti dai residenti. Non è chiaro ad esempio se a settembre le alte temperature e l’azione dei deumidificatori avranno completamente asciugato le pareti degli edifici alluvionati. Allo stesso modo non è ancora definito quali decisioni verranno prese per quanto riguarda la sospensione delle imposte e delle bollette per gli alluvionati: la decisione finale, fatta eccezione per l’Imu, è in capo ai vari enti preposti. Quel che appare chiaro è che al momento non si sono concretizzate all’orizzonte delle soluzioni-ponte per quanto riguarda l’emergenza abitativa. L’ipotesi messa in campo dal Comune – quella che consente di trasformare per sei mesi degli uffici in abitazioni, attraverso un procedimento burocratico snello – ha avuto una risposta da parte dei proprietari di immobili pressoché inesistente: sono state appena qualche unità le proposte in questo senso arrivate dal Comune. Per l’estate insomma gli alluvionati continueranno a vivere con amici e parenti; solo una piccola parte sembra infatti essere riuscita a procurarsi un appartamento sul mercato. "Occorrono soluzioni provvisorie e dignitose – rivendica il comitato – per tutte quelle famiglie che a settembre o ottobre si troveranno prive di un alloggio". Buio pesto per quanto riguarda il capitolo dei risarcimenti – il comitato ha avanzato una richiesta di risarcimenti per il 100% dei danni – questione su cui tocca al governo pronunciarsi.

Dall’incontro è emersa una finestra temporale più definita per quanto riguarda gli interventi di messa in sicurezza del fiume nelle aree urbane: entro settembre dovrebbero essere completati. Il Comune si è poi impegnato a risolvere in via definitiva il problema storico dell’allagamento causato dalle cattive fognature di via Lapi e delle vie limitrofe. Il comitato ha chiesto di inviare tecnici dell’ufficio di Igiene Pubblica dell’Ausl nelle case abbandonate che hanno ancora del fango all’interno, causando potenziali rischi sanitari. Fra i quesiti a cui si è tentato di dare risposta nel corso dell’incontro c’è stato quello riguardante un’eventuale rottura intenzionale degli argini da parte delle autorità, in caso di futuri eventi calamitosi, come avvenuto a Ravenna dove sono stati allagati dei campi per mettere in salvo la città. Ipotesi che il Comune ha descritto come impercorribile a monte di Faenza: impossibile, secondo la giunta, rompere gli argini sulle prime colline senza che le acque comincio a fluire in maniera incontrollata. Tra le richieste avanzate dal comitato vanno segnalate quelle per evitare la ‘fuga’ dal quartiere, come il ripristino della scuola dell’infanzia ‘Il Girasole’ e dei parchi, gli aiuti alle attività commerciali, la pulizia dal fango di aree acquitrinose e insalubri, in modo da riqualificarlo e farlo tornare a ‘vivere’ nel più breve tempo possibile, evitandone così oltretutto la svalutazione. Il comitato ha poi chiesto al Comune di confrontarsi con gli ordini professionali di ingegneri, architetti e geometri al fine di creare un elenco di tecnici disposti, tramite convenzione, ad eseguire le perizie a costi calmierati.

Filippo Donati