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9 giu 2022

"Via San Giovanni non è una pista di velocità"

La protesta di residenti e lavoratori della provinciale che da Barbiano conduce alla località ‘Chiusaccia’: "Le autorità devono intervenire"

9 giu 2022
Imerio Galli, che abita in via San Giovanni e Mattia Saccani che lavora in un’azienda nella stessa strada
Imerio Galli, che abita in via San Giovanni e Mattia Saccani che lavora in un’azienda nella stessa strada
Imerio Galli, che abita in via San Giovanni e Mattia Saccani che lavora in un’azienda nella stessa strada
Imerio Galli, che abita in via San Giovanni e Mattia Saccani che lavora in un’azienda nella stessa strada
Imerio Galli, che abita in via San Giovanni e Mattia Saccani che lavora in un’azienda nella stessa strada
Imerio Galli, che abita in via San Giovanni e Mattia Saccani che lavora in un’azienda nella stessa strada

L’ormai annosa questione della pericolosità della strada provinciale via S. Giovanni, che da Barbiano conduce alla località ‘Chiusaccia’, continua a tenere banco, perché nessun intervento per limitare la velocità delle auto è sino ad ora mai stato intrapreso. Malgrado infatti negli ultimi anni questa strada sia stata teatro di due incidenti mortali, avvenuti entrambi nello stesso punto, sul crocevia dell’omonima chiesetta di S. Giovanni, i residenti continuano inascoltati a denunciare l’estrema pericolosità del traffico che ogni giorno impegna questa via. "È una situazione paradossale – spiega Imerio Galli, che abita proprio nei pressi del punto dove sono avvenuti i due incidenti – perché tante volte abbiamo segnalato le velocità folli delle auto, delle moto e anche dei mezzi pesanti su questo tratto di strada, ma niente purtroppo è mai cambiato. È molto triste dover prendere atto anche di come questo stato di cose influisca sui bambini, che non si azzardano a recuperare il pallone quando dal cortile di casa a volte finisce nel fosso, o a girare liberamente in bici su via S.Giovanni per timore di questa gente che non rispetta il limite". Altri rilievi che vengono mossi dai residenti alla Provincia, sempre in merito alla pericolosità della via, riguardano gli sfalci dell’erba dei fossi, sempre rari ed effettuati con poca accuratezza "in modo tale da rendere la semicurva in prossimità dell’incrocio ancor meno visibile e insidiosa, specie nella stagione primaverile, quando la crescita della vegetazione ha grande sviluppo".

"Io credo – sottolinea Mattia Saccani che lavora in un’azienda di via S. Giovanni – che i residenti e tutti coloro che lavorano qui avrebbero il diritto di uscire ed entrare senza patemi nei cortili delle loro case o delle attività dove lavorano e questo invece purtroppo non sempre accade, perché le velocità di percorrenza sono troppo alte e adesso si dovrebbe veramente fare qualcosa di concreto per limitarle". Qualche anno addietro, quando scattò l’obbligo dei 70 km orari sulle strade provinciali, in luogo dei precedenti 90 orari, una protesta dei residenti della via S. Giovanni, che faceva notare che nemmeno i 70 fossero poi comunque rispettati, fece in modo che per un po’ di tempo ci fossero più controlli. Presto però la cosa finì e le velocità tornarono quelle di sempre. "Ogni giorno – conclude Galli – su questa strada sfioriamo una tragedia, causa l’inciviltà di tanti automobilisti e motociclisti, sarebbe davvero il momento che le autorità intervenissero, ad esempio installando un autovelox".

Daniele Filippi

© Riproduzione riservata

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