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12 mag 2022

Welfare: sei milioni di euro dal Pnrr

Finanziamenti dichiarati ammissibili. Tra i progetti l’atteso recupero dell’ex scuola di San Michele

12 mag 2022
La scuola di San Michele (foto d’archivio)
La scuola di San Michele (foto d’archivio)
La scuola di San Michele (foto d’archivio)
La scuola di San Michele (foto d’archivio)
La scuola di San Michele (foto d’archivio)
La scuola di San Michele (foto d’archivio)

Ammonta a oltre sei milioni di euro la cifra relativa ai finanziamenti dichiarati ammissibili dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito del Pnrr in relazione alle manifestazioni di interesse espresse dal Comune di Ravenna all’interno della cosiddetta missione 5 “Inclusione e coesione”, per servizi e interventi che riguardano il distretto socio sanitario di Ravenna. Sulle proposte ravennati ammesse a finanziamento il Comune punta molto, in quanto si tratta di interventi importanti, a cominciare dall’atteso recupero dell’ex scuola di San Michele come comunità alloggio per l’autonomia degli anziani non autosufficienti, ammesso per un finanziamento di 2,46 milioni. C’è poi, solo per citare gli interventi principali, il recupero di nuovi spazi e il potenziamento dei servizi di “bassa soglia” nel polo di via Torre, su cui ricadranno interventi di “housing first” da attivare in situazioni di povertà estrema per i quali sono stati riconosciuti finanziamenti per 710.000 euro. Sempre in via Torre sono previsti interventi di housing temporaneo e funzionamento delle cosiddette stazioni di posta (luoghi adibiti all’erogazione di servizi primari quali mensa, servizi igienici, deposito bagagli e ritiro corrispondenza) per 1,09 milioni di euro. Anche rispetto ai percorsi di autonomia delle persone con disabilità (progetti individualizzati riguardanti la casa e il lavoro) sono stati riconosciuti importanti finanziamenti, per un importo pari a 715.000 euro. Insieme agli altri Comuni della provincia, è stato inoltre centrato anche un finanziamento di 330.000 euro per il rafforzamento dei servizi sociali domiciliari per garantire la dimissione anticipata assistita e prevenire l’ospedalizzazione, con capofila il distretto della Bassa Romagna.

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