Ravenna, 21 marzo 2018 - Il tribunale di Ravenna ha approvato martedì 20 marzo, l’intesa raggiunta da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil e Comart Spa sulla procedura dei licenziamenti collettivi, presentata dall’azienda a seguito della richiesta di procedura di concordato liquidatorio.

L'accordo prevede l'uscita di tutti i 50 dipendenti in forza (43 a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato e 3 dirigenti), su un organico iniziale a dicembre 2017 di 71 addetti, attraverso il meccanismo della volontarietà, che di volta in volta sarà espressa dai dipendenti. A questi, oltre al pagamento delle indennità di preavviso previsto dalle norme vigenti, verrà corrisposto un incentivo all'esodo.
Inoltre è stata prevista la possibilità per un numero iniziale di 16 dipendenti (numero che potrebbe anche aumentare in base alle necessità) di potere essere inseriti in un percorso di outplacement, verso nuove opportunità di lavoro.

“Ci siamo trovati di fronte - dichiarano Giuseppe Nuccio della Fiom Cgil e Davide Tagliaferri della Fim Cisl - a dover conciliare la necessità di potere garantire ai dipendenti l'assoluta libertà di potere decidere di interrompere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento senza oneri a carico dipendente, con la necessità di portare a compimento e incassare le ultime commesse rimaste per soddisfare la procedura concorsuale. Con grande senso di responsabilità, abbiamo concordato con la direzione aziendale di Comart, che alcuni lavoratori ancora impegnati nelle commesse, potranno rimanere per il completamento delle stesse fino e non oltre la data del 30 aprile. Dopo questa data anche gli ultimi lavoratori potranno volontariamente richiedere di interrompere il lavoro”.

“L'accordo prevede – aggiunge Marco Riciputi della Uil - anche un diritto di precedenza, della durata di un anno, a favore dei dipendenti della Comart, per eventuali assunzioni future presso le altre Società del Gruppo”.

“Questo accordo – precisa Davide Tagliaferri della Fim Cisl - è un primo tassello, frutto di una significativa opera di mediazione, che si inserisce nel complesso meccanismo di una procedura concorsuale; il lavoro sindacale non si esaurisce con questo atto ovviamente”.

“Seguiremo passo passo tutto il percorso del concordato, in modo da assistere le lavoratrici e i lavoratori fino al recupero di tutti i crediti dovuti dal rapporto di lavoro e dalla sua chiusura – aggiunge Valentina Giunta della Fiom Cgil -. C'è anche l'impegno delle parti firmatarie di ricercare tutte le possibilità per la ricollocazione delle persone coinvolte e la decisione di utilizzare il supporto di una società specializzata nella ricollocazione va sicuramente in tal senso”.