Milano Marittima (Ravenna), 11 luglio 2019 - Ieri mattina la tromba d’aria ha sradicato tutti gli ombrelloni, ma oggi a Milano Marittima (video) gli stabilimenti balneari colpiti saranno aperti. Lo promette, ad esempio, la titolare del ‘Peperittima’, mentre sulla sua spiaggia si danno da fare bagnini, turisti e colleghi di altri stabilimenti. Tutti hanno unito le forze, con un solo obiettivo: ripartire subito. 

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Il cuore della Romagna vip è stato colpito da un tornado, ma non si è certo fermato: batte grazie al lavoro dei volontari. E così ieri, al bisogno, fuori dal Peperittima si sono riunite una decina di persone: c’è chi lavora per altri stabilimenti e chi nella vita fa altro, ma davanti al disastro (foto) non fa differenza. Si sono divisi i compiti: c’è chi misura la spiaggia perché i lettini siano dritti e in fila, chi crea i buchi nella sabbia e chi pianta gli ombrelloni. E questo nonostante molti degli arredi siano stati scaraventati dal tornado nella piscina dell’hotel dietro alla spiaggia.
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«Siamo venuti qui dopo la tempesta e siamo rimasti senza parole – raccontano Loretta Colombo e Stefano Barbisotti, dalla provincia di Varese, mentre piantano gli ombrelloni nella sabbia –. Non ci abbiamo pensato un secondo a dare una mano. Non ci era mai capitato di vedere una situazione simile. Durante la tempesta eravamo in un negozio in centro e ci siamo chiusi dentro. Abbiamo sentito un fischio, poi le strade si sono allagate. Siamo tornati all’hotel guadando gli incroci, con l’acqua alle caviglie». Michele Altini utilizza una livella a bolla per controllare che le basi per gli ombrelloni siano dritte. In realtà è il titolare di un altro stabilimento balneare di Milano Marittima, il ‘292 Spiaggia’, ma da ore ha chiamato con sè una bella fetta del proprio personale per aiutare i colleghi in difficoltà: «Una cosa così qui a Milano Marittima non si era mai vista – scuote la testa –. Il mio stabilimento? Ho lasciato un dipendente là, ma ho deciso subito di venire qui con i miei ragazzi. È la solidarietà romagnola».

Ma l’aiuto reciproco e la condivisione abbattono in realtà le barriere geografiche, e soprattutto i ruoli. Al ristorante Touring, su cui si sono abbattuti tre pini, la moglie del titolare ha perso il conto delle offerte di aiuto che ha ricevuto. «Una quarantina di clienti mi hanno scritto, e alcuni si sono offerti di dare una mano – dice Anna Guidazzi, scopa in mano, mentre pulisce il marciapiede davanti all’attività –. Pensi, c’è addirittura un cliente che ha un ristorante che si è offerto di farmi gestire il suo locale gratuitamente finché non saremmo riusciti a rialzarci. Non ho accettato, ma questa vicinanza mi ha fatto piacere». 
 
Accanto a lei ci sono altre sei persone intente a pulire, tra cui alcuni commercianti dei negozi vicini: e anche per loro «nessun dubbio, si dà una mano perché qui c’è bisogno». E seppure nel momento difficile, di fronte all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco e alla solidarietà di tanti, Anna Guidazzi può sorridere: «Stamattina c’erano tre alberi sopra alla mia attività, e adesso è già tutto pulito. Non posso che ringraziare tutti. Domani vengono a vedere il tetto. Forza, si va avanti, la strada è ancora lunga. Non ci facciamo abbattere. Venerdì qui riapriamo». Nella Romagna laboriosa, che non perde tempo a piangersi addosso, c’è da crederle.