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Festa Pd Ravenna, Matteo Renzi: "Basta autonalisi, ora facciamo opposizione"

L'ex premier accolto tra gli applausi dal popolo del Pd ravennate parte all'attacco: "Ma come fa il presidente del consiglio a non essere andato al primo Consiglio dei Ministri?"

 

di LORENZO TAZZARI
Ultimo aggiornamento il 6 settembre 2018 alle 19:50
Matteo Renzi

Ravenna, 6 settembre 2018 -  Applausi convinti e una vera e propria ovazione hanno accolto l'ingresso di Matteo Renzi nello spazio dibattiti della Festa dell'Unità di Ravenna arrivato per tenere l'intervento sul «futuro del Paese». Insomma un'accoglienza calorosa per l'ex segretario del Pd arrivato in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia. L'ex premier, si è presentato direttamente sul palco raccogliendo un lungo applauso.

Prima del suo arrivo Renzi era stato 'invocato' con alcuni cori da stadio: "Matteo, Matteo". Esauriti i posti a sedere e molte sono le persone in piedi ai bordi della sala tanto che a più riprese è stato chiesto dagli organizzatori di lasciare liberi i corridoi laterali per ragioni di sicurezza. Le prime due file della platea sono state riservate e occupate dai volontari-militanti della festa. 

E subito l'ex premier è partito all'attacco: "Ma come fa il premier a non essere andato al primo Consiglio dei Ministri? Stava studiando, ha l'esame di inglese lunedì... Per lui il G7 è un dopo  lavoro". Poi l'auspicio: "Io vorrei che il Pd ripartisse dalle sconfitte altrimenti facciamo solo autoanalisi - ha detto -. Ora ho il diritto di dire da senatore, da segretario che si è dimesso, basta autoanalisi, ora facciamo opposizione".  «Ci sono due modi per rialzarsi dalle sconfitte - ha aggiunto -, la prima continuare a piangersi addosso, la secondo imparare dalle sconfitte e rimettersi in cammino».

"Non vengo alla festa dell'Unità per partecipare al gioco delle polemiche fra componenti interne al partito, io non ci gioco - ha aggiunto Renzi -. Di fronte a questo governo io dico al Pd alziamoci e rimettiamoci in cammino. Per due volte mi è stata fatta la guerra, sono stato colpito da fuoco amico, i principali avversari erano quelli in casa. Ora basta con le polemiche, quando il segretario Martina aprirà il congresso ai candidati chi vince vince. C'è un Paese che ha bisogno di noi".

 

 

 

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