Alberto Ancarani e Samantha Tardi
Alberto Ancarani e Samantha Tardi

Ravenna, 29 aprile 2018 - Torna a farsi sentire il problema della carenza degli organici nell'Ausl Romagna, e nello specifico nel reparto di Medicina Interna all'ospedale Santa Maria delle Croci, a Ravenna. Il caso viene sollevato da due consiglieri comunali, Alberto Ancarani capogruppo di Forza Italia e Samantha Tardi, capogruppo di CambieRà, che raccolgono il grido di allarme di alcuni medici del nosocomio ravennate: "Non solo è presente un rischio clinico e gestionale elevatissimo correlato alla presenza di un numero di medici nettamente sottodimensionato ma queste condizioni più volte denunciate, favoriscono la fuga di giovani colleghi che hanno trovato insostenibile il carico di lavoro ordinario e l’elevato rischio clinico". 

La pesante denuncia è contenuta in una lettera firmata dai dirigenti medici di Medicina Interna dell’ospedale di Ravenna e inviata il 21 aprile a dieci destinatari, dal direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini al sindaco Michele de Pascale. Lo stesso gesto era stato compiuto anche nel 2015, 2016, 2017 "senza peraltro ottenere alcuna soluzione efficace. Tali criticità sono progressivamente peggiorate fino a divenire insostenibili".  

Oggi i medici di Medicina Interna (la più grande di tutta l’Ausl Romagna) sono sotto organico rispetto al numero di pazienti ricoverati e al flusso crescente di ricoveri disposti dal Pronto soccorso. L’organico è composto da 20 medici, di cui solo 18 in servizio attivo. La situazione più grave si verifica nel turno notturno con un solo medico di guardia che si trova a gestire «non solo i nuovi arrivi dal Pronto Soccorso che raggiungono punte di 15 ricoveri» ma anche i pazienti già ricoverati: 120 posti letto di degenza ordinaria, 10 nel reparto ‘polmone’ (numero destinato ad aumentare), circa 20 posti letto in Post Acuti, un numero indefinito di ‘appoggi’ sparsi in tutto l’ospedale, eventuali urgenze dell’ospedale di Cervia.

I medici ricordano che i criteri regionali prevedono un medico ogni 70 pazienti. Secondo i medici di Medicina Interna è necessario potenziare l’organico in virtù dell’aumento costante dei ricoveri provenienti dal Pronto Soccorso, non più solo legati quindi ai picchi influenzali. Si rende necessario inoltre «prolungare, in previsione della prevedibile criticità estiva, l’attività dei medici della continuità assistenziale che al momento forniscono un supporto all’attività clinica di Medicina» e definire percorsi diagnostico-terapeutici specialistici «per le patoglie gestibili ambulatorialmente in modo da ridurre il numero di ricoveri non appropriati».

Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia e Samantha Tardi, capogruppo di Cambierà, hanno più volte posto al Consiglio comunale il problema della carenza di organici nel reparto di Medicina Interna. "L’Ausl Romagna sa benissimo che Medicina Interna è in enorme difficoltà per la carenza di medici" dice Ancarani.

"Tra l’altro è il reparto di medicina più grande di tutta la Romagna e da mesi ha un dirigente facente funzioni. Credo che ci sia materia a sufficienza per far intervenire il sindaco de Pascale". Ancarani conclude apprezzando il gesto dei medici che hanno sottoscritto la lettera.

"La denuncia dei medici non mi stupisce – aggiunte Samantha Tardi - anche perchè analoghe parole potrebbero usarle i medici di altri reparti". Tardi ricorda di aver posto il tema d durante un incontro in Consiglio comunale con il direttore generale dell’Ausl, Marcello Tonini "senza però ricevere risposte esaustive. Spero che le risposte arrivino, i medici hanno timore di commettere errori a scapito dei cittadini".

Questa la replica dell'Ausl: "La direzione da subito si è attivata per adeguamenti dell’organico medico, scontando però le ormai note criticità del mercato del lavoro medico, che in determinate discipline non offre un numero di specialisti sufficiente. La macchina dei concorsi dell’Ausl non si è mai fermata e al momento, alla luce dell’esaurimento delle graduatorie, si stanno bandendo ulteriori selezioni per medici internisti sia a tempo determinato che indeterminato, anche cercando di intercettare i nuovi specialisti che si diplomeranno nei mesi estivi".