Michela Guerra  durante la presentazione della lista assieme a Pietro Vandini, capogruppo Cinque stelle
Michela Guerra durante la presentazione della lista assieme a Pietro Vandini, capogruppo Cinque stelle

Ravenna (14 aprile 2015) - Michela Guerra ha lanciato la sua sfida. Dalle ceneri della candidatura a sindaco per il Movimento 5 Stelle (bocciata dai vertici nazionali assieme a quella alternativa di Francesca Santarella) nasce il ‘Movimento civico CambieRà’. «Fino a 10 giorni fa ero scoraggiata, avevo forti remore a prendere questa decisione – ammette l’avvocato 43enne, figlia dello storico allenatore di volley Sergio Guerra, scomparso a settembre –. Ma è stata la gente a darmi la forza per presentare questa proposta. Una proposta innovativa, che a Ravenna finora mancava». Si emoziona, la Guerra, alla sua prima vera uscita pubblica. «Non sono né di destra né di sinistra – dice – anche se qualcuno si diverte a etichettarmi (il riferimento è a Massimiliano Alberghini, candidato del centrodestra, che l’aveva indicata come candidata di sinistra, ndr). Quando proporremo il reddito di cittadinanza saremo di sinistra, quando proporremo meno assistenzialismo saremo di destra. Io voglio cambiare una città ferma, grigia, bloccata dalle logiche ottuse di un partito che comanda da decenni. Sono stanca di sentir parlare di cambiamento mentre le persone sono sempre le stesse». Il programma? Verrà reso noto a tappe nelle prossime settimane, ma la candidata anticipa che il turismo sarà uno dei temi centrali.

Al suo fianco, Pietro Vandini, capogruppo dei Cinque stelle in consiglio comunale, che ha già annunciato da tempo il suo passo di lato. «Il Movimento 5 Stelle mi ha dato un’opportunità straordinaria – dice –. Ma deve essere uno strumento, non un obiettivo. Sono contento che i miei compagni di viaggio abbiano trovato un altro strumento per puntare agli stessi obiettivi. Io, assieme all’altro consigliere Lorenzo Gatti, porterò a termine il mio mandato. Poi continuerò a dare una mano da fuori».

La lista è sostanzialmente quella che era stata votata a dicembre dal meetup del Movimento, prima dello ‘strappo’ di Francesca Santarella, della battaglia fra liste e della decisione, da parte dello staff milanese, di non certificarne nessuna. C’è stata solo qualche defezione – fa sapere la Guerra –, prontamente sostituita. «La differenza con le altre liste civiche? Nessuno di noi lavora in Comune, in cooperative o in realtà vicine alla politica».L’ambizione è recuperare i voti ‘grillini’. Un’impresa non facile, senza il simbolo ufficiale, anche se la candidata giura: «Possiamo vincere». Il logo della lista ha alcuni elementi grafici che rimandano al simbolo del Movimento 5 Stelle. «Ma è stato realizzato da professionisti, è a prova di contestazione – assicura la Guerra –. Anche se forse qualcuno, non avendo altro da fare, cercherà di dare fastidio su questo punto». Di certo la corsa solitaria non è un addio al Movimento 5 Stelle: «Ci facciamo portatori dei valori del Movimento, siamo sempre noi». Anche nel rifiuto delle alleanze: «Niente apparentamenti, almeno al primo turno. E al ballottaggio ci andremo noi».