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Rimosso striscione Regeni: insulti a capogruppo Fi ma non era stato lui

Da una foto postata da Ancarani (FI) sul proprio profilo Fb si innesca polemica nazionale dopo twitter onorevole Fratoianni (Si) Il sindaco (Pd) chiarisce tutto: rimosso da messo come programmato, ma dopo le polemiche domattina verrà riappeso

Ultimo aggiornamento il 30 gennaio 2018 alle 22:24
LA FOTO DELL’EQUIVOCO Ecco lo scatto di Ancarani (FI) che ha innescato la polemica

Ravenna, 30 gennaio 2018 – «Il capogruppo di Forza Italia a Ravenna ha tolto dal balcone del Comune lo striscione di amnestyitalia per #GiulioRegeni. Un gesto sciocco e offensivo. Un atto disonorevole per un esponente delle Istituzioni». È con questo twitter che nel tardo pomeriggio il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha innescato la polemica, corredata di tanto di foto incriminata che il citato leader locale di centrodestra, Alberto Ancarani, aveva postato su Facebook.

«Si tratta di un gesto che avrei fatto volentieri, ma solo con la mente... È tutto un equivoco – ha risposto a stretto giro il diretto interessato –: non ho rimosso alcunché limitandomi a fotografare e pubblicare l’azione del commesso comunale su ordine dell’amministrazione ravennate di centrosinistra che mi risulta che da tempo avesse concordato i tempi per la rimozione. Tutto qui. Mi auguro che l’onorevole Fratoianni investa il tempo per la campagna elettorale in attività più proficue per il Paese».

Una versione quella dell’azzurro Ancarani confermata dal sindaco Michele de Pascale: «Avevamo appeso lo striscione in occasione dei due anni della scomparsa di Regeni, come del resto è accaduto in tante altre città. Poi abbiamo valutato di tenerlo su per tutto il week end». Oggi «andava rimosso, la facciata del Comune è a disposizione di tutte le battaglie di civiltà. E quando un dipendente comunale lo ha fatto», la scena «in maniera strumentale è stata fotografata da Ancarani», il quale poi «l’ha pubblicata su Fb dando la percezione che l’avesse rimosso lui lo striscione». De Pascale ha anche precisato che, alla luce delle polemiche che si sono sollevate, domattina «alle 8 meno un quarto io e l’assessore all’Istruzione lo appenderemo di nuovo: e rimarrà lì un’altra settimana per ribadire che si tratta di una battaglia di civiltà».

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