Il ventenne Kaspar Treier, estone di formazione italiana, non ha sfigurato contro giocatori più esperti ed è cresciuto moltissimo (Zani)
Il ventenne Kaspar Treier, estone di formazione italiana, non ha sfigurato contro giocatori più esperti ed è cresciuto moltissimo (Zani)
Kaspar Treier saluta quindi Ravenna e passa a Sassari al piano di sopra, giocherà cioè il prossimo campionato nella massima serie cestistica. La Dinamo rappresenta una splendida opportunità per il giovane estone, di scuola italiana, che approda in serie A con un anno di ritardo, ma indubbiamente con pieno merito, vista l’ottima stagione disputata con la maglia dell’OraSì. A Ravenna Treier si è fatto apprezzare per la sua capacità di marcare diverse tipologie di avversari e per le sue doti atletiche, unite a una personalità che gli ha permesso di misurarsi contro giocatori più esperti senza mai sfigurare. In altre parole una stagione...

Kaspar Treier saluta quindi Ravenna e passa a Sassari al piano di sopra, giocherà cioè il prossimo campionato nella massima serie cestistica. La Dinamo rappresenta una splendida opportunità per il giovane estone, di scuola italiana, che approda in serie A con un anno di ritardo, ma indubbiamente con pieno merito, vista l’ottima stagione disputata con la maglia dell’OraSì. A Ravenna Treier si è fatto apprezzare per la sua capacità di marcare diverse tipologie di avversari e per le sue doti atletiche, unite a una personalità che gli ha permesso di misurarsi contro giocatori più esperti senza mai sfigurare. In altre parole una stagione che ha rappresentato per lui un buon trampolino di lancio. E quindi la sua ‘chiamata’ da parte di Sassari non è certo stata una sorpresa.

"Penso sia stata un’annata molto positiva – commenta lo stesso Kaspar – anche perché in precampionato nessuno avrebbe creduto che saremmo rimasti primi in classifica per tutto l’anno. Ci siamo tolti indubbiamente una bella soddisfazione. Sicuramente a Ravenna ho avuto la possibilità di giocare e ho cercato di sfruttare ogni occasione facendomi trovare pronto quando la squadra ne ha avuto bisogno".

Coach Cancellieri si è mostrato spesso piuttosto esigente con l’estone e gli ha tenuto sempre il fiato sul collo. E i progressi si sono visti, poiché dal giocatore apparso fuori condizione delle prime uscite in Supercoppa, Kaspar Treier si è trasformato in un elemento determinante per lo scacchiere giallorosso del tecnico teramano. "Non trovo un particolare preciso nel quale sono cresciuto maggiormente – spiega il giocatore ventenne che ha giocato con la maglia numero 13 dell’OraSì – Credo di essere migliorato in ogni aspetto del mio gioco quest’anno. Con Cancellieri abbiamo lavorato duramente fin dal primo giorno e i risultati si sono visti".

Tra i ricordi più belli della stagione l’estone sceglie il derby di ritorno contro l’Unieuro: "La vittoria in casa contro Forlì è stata sicuramente la partita più emozionante della stagione. Quel giorno giocammo veramente bene. Per quanto riguarda eventuali ricordi brutti non ne ho. La cosa brutta è stata non averla potuta portare a termine".

Dove sarebbe potuta arrivare questa squadra? L’atmosfera sembrava quella del 2016-2017 quando, contro ogni pronostico, Ravenna arrivò con pieno merito fino alla semifinale dei playoff. Tra quella e questa squadra c’erano molte analogie, ma nessuno saprà mai dove sarebbe potuta arrivare l’OraSì 2019-2020. "Anche per me è difficile dirlo senza aver giocato – afferma Treier – però so per certo che avremmo lottato in ogni partita come avevamo fatto fino allo stop del campionato e sono sicuro che ne avremmo vinte delle altre. ma è impossibile dire dove saremmo potuti arrivare, grazie anche ai tifosi".

Se Kaspar Treier si è ritagliato uno spazio nell’affetto del popolo giallorosso, anche questo ha fatto indubbiamente breccia nel cuore dell’estone: "Questi tifosi per me sono stati il primo vero pubblico caloroso per il quale ho giocato – sottolinea con il suo grande sorriso – Sono il vero valore aggiunto per questa società. Meritano di vedere questa squadra in serie A un giorno. È l’augurio che faccio a loro e alla città".

Stefano Pece