Il ‘quattro senza’ dell’Italia al termine della semifinale di ieri, Rosetti è il secondo da destra (photo Mimmo Perna)
Il ‘quattro senza’ dell’Italia al termine della semifinale di ieri, Rosetti è il secondo da destra (photo Mimmo Perna)
Finale doveva essere e finale è stata. Il canottiere ravennate Bruno Rosetti, Carabiniere e tesserato per il colosso romano Aniene ma cresciuto nella Canottieri Ravenna, assieme ai tre compagni del ‘quattro senza senior’ ha raggiunto la finale ai Campionati Europei di canottaggio che, in questo 2021, si tengono alla Schiranna di Varese. Finale conquistata con il secondo posto nella seconda semifinale alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Russia. Dopo l’argento dello scorso anno alle spalle dell’imprendibile...

Finale doveva essere e finale è stata. Il canottiere ravennate Bruno Rosetti, Carabiniere e tesserato per il colosso romano Aniene ma cresciuto nella Canottieri Ravenna, assieme ai tre compagni del ‘quattro senza senior’ ha raggiunto la finale ai Campionati Europei di canottaggio che, in questo 2021, si tengono alla Schiranna di Varese. Finale conquistata con il secondo posto nella seconda semifinale alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Russia.

Dopo l’argento dello scorso anno alle spalle dell’imprendibile Olanda, una nuova finale dunque per l’armo azzurro, guidato dal ravennate in ottima forma malgrado l’infortunio alla caviglia di inizio anno che l’ha fatto allenare a scartamento ridotto per i primi mesi di questo 2021 che porterà ai Giochi Olimpici di Tokio, confermati dopo il rinvio di dodici mesi fa. L’obiettivo di oggi (si scende in acqua alle 13.36, diretta tv su Raisport), naturalmente, sarà ancora il podio, malgrado gli acciacchi invernali di Bruno Rosetti. Ad opporsi all’Italia, saranno le due avversarie affrontate in semifinale - Gran Bretagna e Russia appunto – e le tre barche che hanno primeggiato nell’altra semifinale, ovvero Olanda, Romania e Polonia.

Nella loro gara, i quattro azzurri Marco Di Costanzo, Giovanni Abagnale, Bruno Rosetti e Matteo Castaldo hanno attaccato sin da subito, con una frequenza di colpi davvero importante: già ai 500 metri si sono trovati al secondo posto alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Russia, posizioni confermate anche ai 1000 metri con gli anglosassoni avanti di 1’’93 sugli azzurri, a loro volta avanti di 1’’15 sui russi. L’Italia, tuttavia, malgrado la velocità e il ritmo impressi, non ha mai dato la sensazione di dar fondo a tutte le energie: con 41 colpi gli italiani danno sempre l’impressione di essere in totale controllo della gara. Ha vinto così la Gran Bretagna in 5’54’’03 davanti a Italia (5’55’’92) e Russia (5’58’’32) che ha bruciato la Bielorussia di poco più di un secondo (5’59’’48). Di Costanzo, Abagnale, Rosetti e Castaldo negli ultimi 500 metri sono riusciti agevolmente a salire a 42 colpi mantenendo agilità e fluidità.

Alla fine la gara è stato piuttosto veloce, almeno rispetto all’altra semifinale, chiusa dall’Olanda in 5’55’’84: i Tulipani hanno preceduto Romania (5’56’’11) e Polonia (5’56’’33), terza di un soffio davanti alla Svizzera (5’56’’37). Lo scorso anno a Poznan vinse l’Olanda (6’01’’70) seguita da Italia (6’04’’05) e Polonia (6’05’’08), armi sicuri protagonisti anche nella finalissima di oggi. Queste l’ordine di corsie della finale: Polonia, Italia, Gran Bretagna, Olanda, Romania e Russia.

Ugo Bentivogli