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20 mag 2022

Ravenna, difesa bunker per sognare il ritorno in C

All’andata ha subito 23 reti, nel girone di ritorno otto in meno. Il reparto difensivo ha fatto la differenza e ai playoff bastano due pareggi

20 mag 2022
Botti e compagni protagonisti di una stagione in crescendo
Botti e compagni protagonisti di una stagione in crescendo
Botti e compagni protagonisti di una stagione in crescendo
Botti e compagni protagonisti di una stagione in crescendo
Botti e compagni protagonisti di una stagione in crescendo
Botti e compagni protagonisti di una stagione in crescendo

Genio e sregolatezza. Anzi, prima sregolatezza, e poi genio. Rispetto al girone di andata, la difesa del Ravenna ha infatti incassato 8 reti in meno. Nella prima parte della stagione sono state 23. Nel ritorno, a un turno dalla fine, sono 15. Il tema della ‘trasformazione’ è stato affrontato più volte. È assodato che, nell’economia del testa-a-testa col Rimini, la formazione di mister Dossena abbia pagato la ‘rifondazione’ tecnica, ovvero il libro nuovo fatto in estate: "Se fossimo partiti con questo gruppo, e con questa struttura già a inizio stagione, non so se ci sarebbe stato così tanto divario fra noi e il Rimini". Anche in termini di punti (40 all’andata e 43 al ritorno), i conti tornano con la tesi del ‘ritardo’. In una squadra che ha segnato 82 gol ‘reali’ (il 3-0 a tavolino col Seravezza va considerato 1-1 sul campo), e che arriva al 2° posto, è la difesa che fa la differenza. E, nello specifico, è la difesa che fa la differenza solo in determinate partite. Col Rimini, ad esempio, la retroguardia giallorossa è stata quasi impeccabile, sia nell’ 1-1 dell’andata (sul gol di Mencagli, il concorso di colpa è fra Calì e Polvani), sia nel vittorioso ritorno, dove Botti ha tenuto inviolata la propria porta. In assoluto, il peso specifico di ciascun gol incassato, non può essere sempre uguale. In avvio di campionato, i ko con Mezzolara, Correggese e Alcione, ma anche il 2-2 di Sasso Marconi, hanno frenato parecchio la corsa, diventando macigni complicati da digerire. A Budrio col Mezzolara, giocò una difesa con Grazioli, Antonini Lui, Polvani e Magnanini che, teoricamente doveva essere quella titolare.

L’infortunio di Magnanini ha scombussolato i piani. Gli altri passi falsi sono stati contraddistinti da defezioni assortite. A spostare l’ago è stato tuttavia il 5-5 di Carpi, caratterizzato da una serie clamorosa di topiche da matita blu, con l’attenuante che – quel giorno – mister Dossena fu costretto a mandare in campo una difesa del tutto inedita, peraltro mai più riproposta, con Salvatori in porta; Haruna a destra, Grazioli a sinistra, Antonini Lui e Crocchianti centrali. Nel ritorno, il ko 2-0 di Forlì è da imputare ad un approccio non da... Ravenna (cancellato immediatamente dal successo nello scontro al vertice col Rimini). Poi c’è stata la nuova mazzata col Carpi, innescata dall’errore di Botti (e Antonini Lui) sul gol che ha spalancato le porte allo 0-3. Anche il ko di San Mauro Pascoli non è da imputare direttamente alle amnesie del reparto arretrato, quanto piuttosto ad una errata interpretazione del match. Ora però, dopo trasferta di domenica sul campo del Ghiviborgo, il Ravenna potrebbe vincere i playoff anche con 2 pareggi senza reti (dopo i supplementari), sia in semifinale, sia in finale.

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