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13 apr 2022

"Ravenna e Rimini meritano la C Peccato sia promossa una sola"

Il dt Andrea Grammatica: "Importante la vittoria nel derby e bellissimo rivedere tanta gente al ’Benelli’"

Il direttore tecnico del Ravenna Andrea Grammatica con mister Andrea Dossena
Il direttore tecnico del Ravenna Andrea Grammatica con mister Andrea Dossena
Il direttore tecnico del Ravenna Andrea Grammatica con mister Andrea Dossena

Andrea Grammatica, come si è arrivati alla vittoria del Ravenna nel derby?

"Dopo la sconfitta di Forlì siamo stati molto realisti. La prima cosa che ho detto alla squadra? Dobbiamo stare attenti al Lentigione, perché era più vicino il Lentigione a noi, di quanto non lo fosse il Rimini. Il derby doveva dunque servire per dare un segnale a noi stessi. Mister Dossena e la squadra battendo il Rimini sono stati bravi a tenere vivo il campionato".

E adesso, con 5 punti di ritardo a 6 giornate dalla fine?

"Quello che accadrà d’ora in poi è veramente nella testa e nei piedi dei giocatori. Chi fa il mio lavoro, e quello del mister, sa benissimo che è un’opera di ‘gestione’ settimanale. Sicuramente il Rimini ha dimostrato per tutto l’anno, e anche a Ravenna, che può stare tranquillamente fra le prime 10 di serie C e disputare i playoff. Partite come quella contro il Rimini, ci servono anche per capire chi, caratterialmente, può reggere determinati obiettivi. Abbiamo avuto delle risposte importanti da questo punto di vista".

Cosa servirà a entrambe le rivali?

"Dopo gare di questo genere, l’aspetto psicologico è fondamentale. È un peccato che una delle due non potrà essere promossa in serie C. Nel mio lavoro viaggio molto. Vedo le squadre di serie C, e posso dire che il derby è stato un match da playoff di serie C e non ‘prima contro seconda’ in serie D".

Saporetti è un valore aggiunto per il Ravenna?

"Sì, perché è un giocatore che ha il colpo risolutore nell’arco del 95 minuti. Anche psicologicamente, per una squadra come la nostra, è una garanzia, perché sai di poter contare a priori sulle sue qualità. Ha trovato una maturità che prima non aveva. Anche in giornate in cui non è brillantissimo, ha tante frecce nel suo arco, fra cui la conclusione da fuori area e il gol di rapina in area".

Qual è lo scenario?

"Siamo obbligati a crederci fino all’ultimo, com’è giusto che sia, soprattutto quando lavori in piazze come Ravenna. Dipenderà molto dal Rimini, che ci dovrebbe metterci del suo dal punto di vista psicologico, più che tecnico e fisico. Noi dovremo essere davvero bravi. Il Lentigione, che spinge da dietro, ci sta dando una grande mano, perché il 2° posto lo vogliamo portare a casa. Poi è normale che, se il Rimini dovesse lasciare qualcosa per strada, dovremo essere bravi e pronti ad approfittarne. Il Ravenna non potrà ‘specchiarsi, né abbassarsi come visto col Rimini. Se lasciamo il pallino del gioco per troppo tempo agli avversari, rischiamo grosso".

Cosa pensa dello stadio Benelli finalmente gremito?

"Uno degli obiettivi che mi era stato chiesto al mio arrivo a Ravenna era quello di riavvicinare la gente allo stadio. Il marchio e la storia del club si propongono da soli. A noi restava di proporre un’idea di calcio. In questo siamo stati bravi, impostando la squadra per un calcio offensivo. Portare 3mila persone in uno stadio, per una partita di serie D, è difficile per tutti. Vedere tanti bambini e tante famiglie, credo sia stato uno spot per tutto il movimento. Motivo d’orgoglio è stato anche aver dato soddisfazioni a chi non veniva da tempo al ’Benelli’".

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