Pesaro, 27 gennaio 2018 – Solo la folle Grissin Bon sulle “montagne russe” di questa stagione di alti e bassi poteva portare a casa una partita folle, la più incredibile dell’anno, come quella dell’Adriatic Arena. A Pesaro, infatti, una Reggio che aveva iniziato sugli stessi binari sui quali aveva concluso la sfida di mercoledì con Kazan, è stata capace di resistere alle sfuriate della Vuelle e di emergere vincitrice in una vero e proprio festival delle triple grazie alla mostruosa prova di Llompart (davvero fino a qualche settimana fa era in tribuna?) e alla sfacciataggine di un Mussini che non si vedeva dai tempi dell’anno della prima Finale Scudetto reggiana.

In avvio di gara Reggio mostra subito l’intenzione di voler correre offensivamente, proprio ciò che le aveva permesso di rimontare Kazan nel secondo tempo mercoledì, sfruttando la licenza poetica del regista Llompart. E proprio il play maiorchino (di cui la squadra non dovrebbe fare mai a meno…) il protagonista del grande avvio della truppa di Menetti, con due bombe dall’arco assistito dallo sparring partner d’esperienza Markoishvili...

Dopo soli tre minuti, la Grissin Bon è addirittura avanti 4-13, mentre la Vuelle annaspa in attacco complici le troppe iniziative estemporanee di Ceron, panchinato da uno spazientito Leka tra i mugugni del pubblico che non apprezza particolarmente i servigi non richiesti da “salvatore della patria”. L’inerzia dell’incontro, in quel preciso istante, con una Vuelle confusa in entrambi i lati del campo, pende completamente verso la R emiliana. Gli dei del basket, però, hanno sempre l’ultima parola, così, senza la frenesia dell’ex Venezia, ecco che all’Adriatic Arena si presenta tutta un'altra Pesaro. Con l’ingresso di Bertone (5 punti nel primo quarto e garra argentina in difesa), i marchigiani trovano quel ritmo in attacco che era loro mancato terribilmente e infilano, ispirati dall’asse Moore-Mika, un parziale di 11-0 (15-17) che li porta ad impattare sul 22 pari con il reggianissimo Ancellotti ai liberi, proprio nell’ultimo minuto della prima frazione. Menetti, vedendo i suoi scricchiolare nelle retrovie, schiera nuovamente il marchio di fabbrica della zona 3-2 dopo le positive uscite nel doppio confronto con l’UNICS, ma i suoi, nonostante un buon apporto del sesto uomo Wright, faticano a far desistere gli uomini di Leka rientrati in partita soprattutto a livello mentale dopo un avvio livello “playground”.

La Grissin Bon si affida quindi alle intuizioni di Della Valle e Wright, fari di un attacco che ha ridotto di gran lunga le marce dopo il grande inizio, ma è la presenza di Llompart sul parquet l’arma in più di una Grissin Bon che, senza il cognato di Sergio Rodriguez, raramente costruisce qualcosa di positivo in attacco. L’ex Valencia (3/3 dall’arco nel primo tempo) firma il nuovo allungo sul 36-44, un vantaggio che, come quello accumulato nel primo quarto, Reggio è però incapace di gestire, permettendo così a Pesaro di rientrare fino al -3 (45-48) grazie a un Ceron rientrato nei ranghi, complice anche una difesa reggiana che provoca uno scatto di rabbia di Menetti che urla ai suoi di difendere invece di parlare con gli arbitri. Al rientro sul parquet dopo l’intervallo lungo, tuttavia, Reggio, alle difficoltà difensive, unisce una predisposizione nell’intestardirsi in penetrazioni a testa bassa contro la difesa schierata trovando solo conclusioni difficili con Della Valle. Pesaro, dal canto suo, sfrutta l’ottimo momento di Mika, bloccante fastidioso per i reggiani, e firma il primo vantaggio dopo 6 58’ con un layup del concreto Bertone (53-52). Dopo essersi riportato avanti con tre punti dell’ex di giornata White, Menetti rispolvera ancora la zona 3-2, ma viene punito dall’arco da Bertone, prima che Llompart e Mussini decidano di far capire all’uomo di Cordoba che anche Reggio sa far canestro dalla linea dei 6’75 con due bombe che spengono l’entusiasmo dell’Adriatic Arena (58-63).

Ma la partita non è per deboli di cuore, e in questo preciso momento dell’incontro inizia una sfida a sé, capace di tenere con il fiato sospeso l’Adriatic Arena fino al quarantesimo. La Vuelle torna a contatto con Monaldi, prima che Markoishvili, un Mussini decisamente in serata e il solito “Pedrito” ispirino il nuovo allungo reggiano sul 62-71. Spallata decisiva? Non pensateci nemmeno per un secondo perché Pesaro, ogni volta che Reggio tenta la fuga, ritrova ossigeno e torna a -6 con un “and one” dell’esplosivo Manny Omogbo.

Botta e risposta, jab incassato e jab restituito, quasi come nel duello fra Rocky Balboa e Clubber Lung. Un incontro di boxe. Ecco cos’è diventato un incontro assolutamente da incorniciare per l’agonismo mostrato dalle due squadre che, e non stiamo esagerando, vedono il canestro grande come una vasca da bagno. Pesaro è come la volpe delle favole che insegue l’uva, avvicinandosi in diversi momenti con alcuni balzi, ma mancando l’aggancio decisivo più volte quando l’uva-Reggio spinge sull’acceleratore.

Eppure, quando Monaldi si scatena, la Vuelle arriva addirittura sul 79-78 con una bomba di Omogbo, prima che, in linea col copione da thriller della gara, Della Valle risponda dalla parte opposta. Segna White dall’angolo? Segna pure Omogbo. Bomba di Mussini? Bomba di Little. E’ 89-90 a 3’39’ dal termine. Sembra, per qualche istante, che nessuna delle due squadre possa sbagliare, quasi stessimo assistendo a una sfida alla Playstation invece che ad una partita di Serie A. Succede anche, quindi, che Llompart ci sembri il connazionale Navarro e firmi il suo personale 5/5 dai 6,75, e che Little replichi con una tripla assurda in equilibrio precario (94-95). A 11 secondi dalla fine, la giocata che decide la partita, con Reggio avanti 96-99. Moore, raddoppiato, tenta di passarla ad un compagno ma consegna di fatto la palla a Wright, che, fermato in contropiede da Bertone, dalla lunetta capitalizza entrambi i liberi. Sulla sirena Mussini firma il 96-104 finale e, soprattutto, rassicura i tifosi reggiani su quanta voglia di lasciare il segno abbia dentro di sé.

Vuelle Pesaro – Grissin Bon Reggio Emilia 96 - 104

Parziali: 22-22, 45-48, 65-73

Pesaro: Omogbo 15 (3/4, 2/3), Ceron 6 (2/3, 0/2), Mika 18 (5/9), Moore 12 (5/8, 0/4), Ancellotti 2 (0/2), Little 8 (1/3, 2/4), Bertone 18 (6/6, 2/4), Monaldi 17 (3/4, 3/4). Ne Bocconcelli e Serpilli. All. Leka

Grissin Bon: Mussini 18 (3/3, 4/5), Wright (8/12, 0/1), Candi (1/1, 0/2), Della Valle 7 (1/4, 1/3), White 13 (3/3, 1/3), Reynolds 6 (3/4), Markoishvili 13 (3/6, 2/5), Cervi 2 (1/1), Llompart 20 (5/5 da 3). All. Menetti

Note: Tiri da 2 25/39 VL, 22/34 RE; tiri da 3 9/21 VL, 14/25 RE; tl 19/21 VL, 18/21 RE; rimbalzi 21 VL, 27 RE; assist 20 VL, 13 RE; palle recuperate 13 VL, 8 RE; palle perse 12 VL, 14 RE.