De Vico (Foto Ciamillo)
De Vico (Foto Ciamillo)

Venezia, 28 aprile 2019  – Ennesima sconfitta stagionale per la Grissin Bon che cade anche al PalaTaliercio di Mestre, al cospetto di una Reyer, a dirla tutta, non trascendentale, ma che ha avuto il merito di saper gestire con maggiore acume i possessi più importanti. Perché è su poche azioni, nell’ultimo quarto, che si è decisa una gara disputata sempre sul filo dell’equilibrio. Abbastanza buone nelle fila biancorosse le prestazioni di Dixon e Johnson-Odom che però sono mancati proprio nel decisivo finale.

Avvio di gara equilibrato, con ritmi medi. A metà frazione il tabellone è inchiodato sul 10-10 pari. Il trend prosegue e alla prima sirena la Reyer guida di una lunghezza. Nelle fila biancorosse si distingue Gaspardo, in quelle venete, Watt.

Nemmeno nel secondo quarto l’inerzia della gara si sposta: da una parte ancora Watt, ben coadiuvato da Daye, dall’altra un positivo Johnson-Odom aiutato da Richard, mantengono l’equilibrio. Così, all’8’, è ancora parità: 35-35. All’intervallo lungo ci arrivano in lieve vantaggio i padroni di casa: 43-40.

Il terzo periodo sembra instradarsi come i precedenti, ma al 5’ si scatena Michael Bramos il quale, con due “bombe” consecutive, apre la strada a un poderoso break orogranata. Dal 47-47 si passa infatti, in poco più di tre minuti al 60-49, con un parziale di 13-2 fermato solo da una “bomba” di Mussini.

Nel finale di tempo la Grissin Bon ricuce sino al -6 poi due banali errori di Johnson-Odom paiono compromettere di nuovo la situazione, ma l’Umana non ne approfitta e ai dieci minuti decisivi le due squadre giungono sul 61-54 pro padroni di casa.

L’ultimo quarto si apre nel segno di Dixon che due conclusioni di fila dalla lunga riapre la partita (64-62); Reggio, nonostante i tanti errori, resta incollata a Venezia praticamente sino all’ultimo minuto, ma un paio di scelte offensive decisamente rivedibili condannano la Grissin Bon. Con la Reyer che mette il sigillo alla vittoria a dodici secondi dalla fine con due liberi di Austin Daye.