Reggio Emilia, 13 giugno 2018 - La sede del club è stata chiusa a doppia mandata e resa impenetrabile da spranghe e lucchetti. I dipendenti sono stati spediti in vacanza almeno per una settimana, Mike Piazza è a New York per motivi di lavoro, Alicia si sta godendo il sole di Milano Marittima e la Reggiana è stata messa in vendita. Sembra una storia surreale e invece, purtroppo, è tutto vero. La nota ufficiale diramata dalla società a nome del presidente non lascia dubbi: "Dopo i recenti avvenimenti, dopo averci pensato molto e fatto molte considerazioni, Alicia e io abbiamo messo il club in vendita, totalmente o in parte".

In tarda serata è arrivata la conferma in presa diretta anche dalla moglie stessa che, come spesso è accaduto in passato, non ha perso l’occasione per lanciare accuse, piuttosto pesanti, verso il sistema. "Sfortunatamente la Reggiana è stata sotto attacco da forze negative sin dall’arrivo di Mike – accusa Alicia Piazza –. Il progetto era ambizioso e così io e lui ci abbiamo messo i nostri cuori, il nostro tempo, le nostre energie e i nostri soldi. Oltre alle battaglie legali che abbiamo dovuto intraprendere e gli atti di bullismo subiti riguardo allo stadio, la sconfitta sospetta con il Siena è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso".

"Noi siamo generosi, ma non siamo pazzi – precisa la vice presidente –. Vi posso assicurare che nessuno è più triste e dispiaciuto di noi per questa concatenazione di eventi, a volte addirittura abusivi. Non possiamo permettere che un trattamento così continui, io e Mike siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto, ma come ha detto anche lui: a tutto c’è un limite. Questo è un progetto che richiede più partner, non solo una famiglia…".

Parlare di fulmine a ciel sereno non è appropriato, perché già in passato i coniugi Piazza avevano fatto arrivare, senza filtri, la propria frustrazione. Memorabile resterà la conferenza stampa «pugni sul tavolo» fatta dal presidente granata il 2 marzo, in cui i bersagli principali erano stati la Mapei per la questione dell’affitto dello stadio e il sindaco Luca Vecchi reo, secondo Mike Piazza, di non essersi adoperato abbastanza per agevolare un accordo fra le parti.

"Abbiamo cercato di coinvolgere il sindaco, mister Squinzi e il Sassuolo, ma non abbiamo ottenuto nulla – queste le sue stilettate –. Sono stanco che la Reggiana sia maltrattata da una multinazionale: sono frustrato". Poi sul finire della conferenza stampa una frase che suonava già come un triste presagio. "Se non ci sarà un contratto di affitto equo, io me ne lavo le mani e lascio la squadra al comune perché non vogliamo essere sfruttati".