Reggio Audace-Fanfulla
Reggio Audace-Fanfulla

Reggio Emilia, 18 maggio 2019 - Amici mai. Anzi, a dire la verità, nemici proprio. I playoff, in qualsiasi categoria, non sono mai stati fonte di soddisfazione per la Reggiana (oggi Reggio Audace), che spesso ha visto sfumare sul più bello – e non sempre per causa propria – il traguardo. Ma andiamo con ordine, ripercorrendo le sette avventure granata negli spareggi promozione prima della sfida di domani al Fanfulla.

Delusione pre-fallimento
A Reggio si stanno svolgendo i lavori per costruire i “Petali” dell’allora Giglio per cui la semifinale d’andata dei playoff di C1 si gioca allo “Zini” di Cremona, con grande colpo d’occhio dei tifosi emiliani. L’Avellino, che poi si imporrà in finale col Napoli, supera 2-1 gli uomini di Giordano, che replicano con De Vezze alla doppietta di Biancolino; al “Partenio” Lauria illude i granata, firmando la doppietta del provvisorio 1-2, ma Moretti fissa il definitivo 2-2. Addio sogni di B e, da lì a qualche tempo, l’era Foglia si chiude col fallimento.

La fatal Pagani
La Reggiana, al secondo anno di C2, è passata in corso d’opera dalle mani di Foschi a quelle di Pane. In semifinale è sfida alla strafavorita Cisco Roma, che in rosa ha anche l’ex laziale Di Canio, ma i granata si impongono con un doppio 1-0: al Giglio decide nel finale Gozzi, il bis è opera di Ingari. In finale sfida alla Paganese: ancora una volta l’andata sorride agli emiliani, che si impongono 1-0 con il solito Ingari, poi il sogno della promozione dura fino al 93’ della sfida di ritorno, dove in un clima incandescente (eufemismo) Izzo trova il gol che manda la contesa al supplementare. L’inerzia si rovescia e Ibekwe manda in C1 i campani.

Montagne russe con la Pro Patria, poi ko a Pescara
In C1 la Reggiana ci arriva comunque, l’anno dopo, vincendo il girone. E nel 2008/09 riesce al primo tentativo ad agguantare i playoff per ritrovare una serie B che manca ormai da un decennio. Quello che accade in semifinale, però, ha dell’incredibile: di fronte c’è una Pro Patria sommersa dai debiti, che va sotto 3-0 nella prima sfida sotto i colpi di Alessi, Maschio ed Ingari. A quel punto la finale sembra cosa fatta, ma i bustocchi rimontano trascinati dalla tripletta di Do Prado e sbancano Reggio con un incredibile 4-5. Nonostante la batosta la Reggiana si riprende e a Busto Arsizio passa a condurre 2-0 con Ingari (miglior marcatore dei granata nella post season con 4 centri, alla pari con Cesarini) e Stefani, risultato che darebbe loro l’accesso alla finale, ma ancora una volta la Pro rimonta e vince 3-2, condannando all’eliminazione i granata. Nel 2009/10 Pane saluta e lascia il posto a Dominissini, che riporta nuovamente la squadra ai playoff: peccato però che l’ex centrocampista della Reggiana di Marchioro perda qualche uomo chiave per infortunio, Rossi su tutti, ed i suoi cadono nella duplice sfida col Pescara di Eusebio Di Francesco: dopo lo 0-0 casalingo, Ganci e Zizzari indirizzano sfida e qualificazione verso gli abruzzesi nel return match.

Maledetta Bassano
Col Bassano non c’è mai stato feeling, con i giallo-rossi veneti che furono avversario “fastidioso” anche nell’anno della promozione dalla C2. E nel 2014/15 fermano la marcia del 4-3-3 di Alberto Colombo alle porte della finale: la Reggiana è arrivata al traguardo dopo aver sbancato 4-2 Ascoli, impattando al 92’ con Spanò per poi imporsi al supplementare, e in casa non va oltre lo 0-0. A Bassano, nei tempi regolamentari, Angiulli riagguanta i veneti sull’1-1 ma ai rigori sono i padroni di casa ad imporsi, qualificandosi alla finale col Como, tra le lacrime di Alessi e compagni.

L’era Piazza: dalla Feralpi all’arbitro Perotti
E arriviamo così all’era Piazza. Nei playoff 2016/17 la squadra di Menichini suda le proverbiali sette camicie con la Feralpi, che va avanti 2 volte con Ferretti: ai granata basta pareggiare, cosa che avviene grazie al gol di Carlini a 15’ dalla fine. Tocca alla Juve Stabia, in duplice sfida, ed il 2-1 in rimonta dell’andata (Cesarini e Ghiringhelli) viene difeso strenuamente a Cava dei Tirreni, dove non si va oltre lo 0-0. Splendida impresa nei quarti a Livorno, col 2-1 firmato Cesarini e Guidone che spiana la strada al ritorno casalingo, dove però i labronici vanno avanti 2-0 e vengono raggiunti solo al supplementare con i medesimi marcatori dell’altra gara. Il sogno del derby col Parma in finale viene spezzato dall’Alessandria, che vince 2-1 rendendo vano il gol della bandiera di “Big Drive” Guidone. L’anno scorso, invece, il nome da segnarsi è Perotti, discutibile fischietto di Legnano: la Reggiana batte 1-0 la “bestia nera” Bassano e ha la meglio nella rivincita con la Juve Stabia, prima di trovarsi di fronte alla Robur Siena, che cade a Reggio grazie ai gol di Manfrin ed Altinier. Al “Franchi”, però, succede di tutto: Altinier, al 94’, riagguanta i toscani ma nell’ultimo assalto l’arbitro assegna un rigore che non c’è, Santini lo trasforma e da lì inizia la “fine” della Reggiana, con Piazza che decide di fare le valigie. Tra poco più di 24 ore si riparte, sperando che il finale sia diverso.