Reggio Emilia, 21 agosto 2018 - L’asfalto delle Fiere scotta sotto l’ultimo pomeriggio di preparativi per FestaReggio. Brucia quasi come i risultati delle ultime elezioni, ma i volontari dell’evento non sembrano essere toccati dal flop del 4 marzo del Partito democratico. Restano un ricordo le zone verdi dell’amato Campovolo, abbandonato per un trasloco in un’area quasi dimezzata, ma migliore (dicono) dal punto di vista logistico.

I volontari sono ancora tanti, tra facce nuove e ‘tornati a casa’. Eppure, gli ultimi scivoloni del Pd lasciano strascichi di insoddisfazione. Luca Bonacini, 27 anni e segretario dei Giovani Democratici, si fa portavoce di speranza per quanto riguarda il futuro del partito, partendo proprio dall’altissima adesione di giovani come volontari: «Il 4 marzo non è che il risultato di una lunga coda. Ora i giovani vogliono lanciare chiaro il messaggio: ‘Noi non accettiamo che le cose, in questo Paese, vadano così’».

La speranza non sarà l’ultima a morire, ma prende due strade diverse ascoltando le opinioni di Martina Mazzieri (23 anni) ed Alessandra Cervetti (28 anni), entrambe volontarie al Madiba. «Il Partito democratico in sé non rispecchia quelli che sono i miei ideali di politica, né del mondo che vorrei. Alle ultime elezioni ho votato per +Europa, ma non per il Pd» dice Martina. Alessandra non ha invece scelto la strada del voto di protesta: «Io ho votato Pd. Anche se al momento il programma politico non rispecchia nemmeno le mie di idee, ho voluto dare speranza alla sinistra e ai suoi principi». Pare che il Partito democratico si debba impegnare a risolvere qualche conflitto nella sua grande famiglia. Questa nuova edizione di Festareggio, trasformata nella location e nel programma, potrebbe essere un buon punto di partenza per placare le motivate irrequietezze delle giovani leve.

Un grande aiuto arriva sicuramente dai veterani del volontariato. James Iori (69 anni) e Ortensia Buongiorni (61 anni) lavorano da sempre al Ristorante Ventasso. «Dopo la batosta subita il 4 marzo, la voglia di partecipare non era molta. Sicuramente dobbiamo fare un passo in avanti, l’unico modo per proseguire dopo essere caduti è rialzarsi e ricominciare».

Segue l’onda ottimista anche Ethel Bassi, 38 anni e volontaria al PiadaBar, aggiungendo anche con un pizzico di realismo: «Festareggio è per tutti i reggiani, il fatto che sia la festa del Pd non credo cambi sensibilmente l’affluenza». Festareggio 2018 sembra quella di sempre, e al tempo stesso all’insegna del cambiamento. Un parcheggio da 7mila posti auto, e una viabilità più agevole, garantiscono gli organizzatori. La tradizione di sette ristoranti, alternata all’esotico e alla novità della zona Street Food. Il tutto coordinato da 1500 volontari per un periodo di 21 serate non-stop, dal 21 agosto al 10 settembre. Tempo permettendo.